Blog: http://RiformistAlchemico.ilcannocchiale.it

Il G8, L'Aquila, Berlusconi ...

Il G8 a L'Aquila è stato indubbiamente un successo. Uno degli obiettivi centrati è stata l'assenza dei "giottini" con la loro propaggine esagitata, i tanto famigerati black block.


Stavolta la protesta non si è fatta sentire, le teste calde hanno evitato di rompere i coglioni. Eppure, mai come questa volta, stante la situazione di crisi globale, avrebbero potuto esserci le premesse perchè si verificassero disordini.

Che l'assenza di contestazioni, pacifiche o violente, al G8 de L'Aquila, sia stata un successo, lo rimarca anche "Il Riformista" che non è certamente un organo di stampa filogovernativo, quando afferma:
"un vertice finalmente senza bottiglie molotov e manifestazioni in tuta bianca, rappresenta forse uno dei maggiori successi di Berlusconi. Come lo era stato, sul piano politico, quello di aver lasciato fuori dal Parlamento i partitini comunisti."

Secondo l'articolo de Il Riformista, riportato dall'Istituto Bruno Leoni, i motivi di questa assenza possono essere diversi:

1) rispetto da parte dei no-global per una città, L'Aquila che dopo il terremoto, non poteva certo permettersi anche l'uragano dei pacifisti per niente pacifici. Se così è, tanto di cappello per la scelta geniale del Berlusca ma attenzione per il G20 di Pittsburgh.

2) la crisi è talmente profonda e i giottini si sentono talmente lontani dalle posizioni dei Governi occidentali che si sono sentiti costretti a gettare la spugna. Io personalmente non credo che sia così. I contestatori più caldi, i giottini alla Caruso, tanto per intenderci, e i black block: degli autentici "terroristi" con tanto di bottiglie molotov e passamontagna, non si arrendono di fronte a nulla... anzi, il sentirsi inermi, non farebbe altro che far esplodere esponenzialmente la loro rabbia e la loro voglia di distruzione ... tanto sono teste di cazzo.

3) C'è una sorta di allineamento coi leaders occidentali (Obama in primis) in modo tale da far sì che anche i più accesi no-global si sentano quasi rappresentati da Governi che cominciano ad avere a mente le questioni del "sud del mondo". Anche in questo caso io prsonalmente non sono convinto che sia bastata l'elezione di Obama e le dichiaraizoni di alcuni Paesi europei a raccogliere consensi tra gli oppositori dell'economia globale. Magari qualche giottino in buona fede ma non certo i soggetti di cui si diceva più sopra ...  altro che Obama, questi si calmerebbero si e no se alla guida degli States ci fosse Osama ... (cambio di consonante ...) 

4) Una quarta possibilità è che i giottini siano cresciuti e abbiamo compreso ... riporto, a scanso di equivoci, un capoverso dell'articolo de Il Riformista:
"Ben diversa sarebbe la situazione, se almeno un pezzo del popolo antiglobalizzazione si fosse stancato della piazza per altri motivi. Ovvero, se alcune delle persone in buona fede che da anni rantolano slogan contro la liberalizzazione degli scambi, si fossero chetate in ragione di una riflessione nuova. Se avessero capito come le parole d'ordine che scandivano manifestando avanti i McDonald's, implicavano in realtà tutto fuorché ciò che ciascuno di loro, intimamente, si augura. Non tante porticine aperte verso un mondo migliore. Ma buone intenzioni che lastricavano la via verso l'inferno. 
 
Anche questa possibilità mi sembra remota. Alcuni, certamente, saranno rinsaviti, quelli intelligenti ma ancora immaturi e avranno messo via: chi il passamontagna, chi la Kefiah, chi lo straccio multicolore ma i più si potrebbero far rinsavire solo con sedute massive dallo psicoterapeuta (che non faranno...) o con degli elettroshock.

Per questi motivi io pervengo alle medesime coclusioni de Il Riformista: i no-global e i loro bracci armati, hanno, probabilmente, avuto pietà della Città dell'Aquila (o, aggiungo io, non pensavano che ci fosse rimasto qualcosa da distruggere...)  e stanno semplicemente affilando le armi (ossia riempiendo di benzna le bottiglie molotov...) per la prossima kermesse.

Fonte:
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8077












Pubblicato il 16/7/2009 alle 17.5 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web