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Italia dei Valori, per me un misterioso dilemma ...

 

Le Elezioni hanno, a mio avviso in modo molto evidente, decretato due partiti nella loro qualità di vincitori delle appena conclusa tornata elettorale per la costituzione del Parlamento Europeo.

Non il PD, che perde meno di quel che temeva ma perde ancora.

Non il PDL che mantiene un buon vantaggio sugli avversari ma che non dilaga come sperava, soprattutto il suo Leader Maximo sembra perdere molto del suo smalto (tutt’altro paio di maniche i risultati delle amministrative che, invece, sono state stravinte dal centrodestra. Il Cavaliere è un po’ in ombra, quindi, ma la sua creatura vince e convince affermandosi un po’ dappertutto dal nord al sud).

Non i partiti della galassia comunista ed ex comunista che non conseguono neppure un seggio, neppure in Europa (un'Europa che li boccia un po' dappertutto).

Non i partiti(ni) e i movimenti(ni) della galassia liberale che manco erano presenti ad eccezione della lista Bonino-Pannella che, col suo 2,4%, riconquista le posizioni che furono della RnP, ottiene il quorum per i rimborsi elettorali ma non porta a casa alcun seggio.

I vincitori delle Elezioni Europee sono in primis l'IDV e, in secundis, la Lega (un altro partito che, a mio avviso, esce rinforzato e rinfrancato dal suo 6,6% è l'UDC...).

I motivi della vittoria della Lega riesco a comprenderli: leva sul bisogno di sicurezza, buoni movimenti, in questo senso, delle azioni di governo in essere, presenza territoriale, forte identitarismo, buoni risultati delle amministrazioni locali nel nord del Paese, portano la Lega al 10% a livello nazionale.

I motivi della nettissima vittoria del movimento di Di Pietro mi sfuggono di più. Va bene la politica urlata, va bene l'Antiberlusconismo, va bene la latitanza del PD come partito guida dell'Opposizione, va bene la debolezza dei leader del PD con conseguente travaso di voti verso l'IDV, va bene la demagogia e il populismo che, inevitabilmente, attraggono folle (atrimenti non sarebbero nè demagogia nè populismo), va bene il voto di protesta (che, spesso, è un voto un po' qualunquista e che quasi mai necessita di una piattaforma politica vera e propria), ma che tutto ciò porti un partito-uomo (se FI era un partito-azienda, non saprei come definire meglio l’IDV) a ottenere l’8% in una tornata EUROPEA, per me, è inconcepibile (evidentemente mi sfugge qualcosa, dato che è successo, ma cosa????)

To be continued …



Pubblicato il 10/6/2009 alle 10.48 nella rubrica Politica.

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