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Diario


10 luglio 2009

Pannella, i sondaggi, la composizione del voto Radicale ...






Oggi, su facebook, Marco Pannella fa una breve comunicazione che scatena un dibattito abbastanza serrato tra alcuni commentatori.

L'asserzione del Marco Nazionale prende spunto da un sondaggio che da evidenza della composizione del voto raccolto dalla lista Bonino-Pannella alle recenti elezioni europee.

Ecco l'affermazione:
Marco Pannella: I sondaggi mi dicono che questo popolo resiste, a partire dai credenti. L' Ist. Cattaneo ha fatto un'indagine: nelle 12 principali città tranne a Roma, noi abbiamo avuto più voti dal centro-destra che dal centro-sinistra. Se l'analisi venisse confermata sarò incoraggiato a tenere sempre più presente coloro che ci hanno votato venendo dal centro-destra perchè possono essere un'avanguardia per una alternativa liberale.


Marco, te ne sei accorto??? Meglio tardi che mai, dicono...





10 giugno 2009

Italia dei Valori, per me un misterioso dilemma ...

 

Le Elezioni hanno, a mio avviso in modo molto evidente, decretato due partiti nella loro qualità di vincitori delle appena conclusa tornata elettorale per la costituzione del Parlamento Europeo.

Non il PD, che perde meno di quel che temeva ma perde ancora.

Non il PDL che mantiene un buon vantaggio sugli avversari ma che non dilaga come sperava, soprattutto il suo Leader Maximo sembra perdere molto del suo smalto (tutt’altro paio di maniche i risultati delle amministrative che, invece, sono state stravinte dal centrodestra. Il Cavaliere è un po’ in ombra, quindi, ma la sua creatura vince e convince affermandosi un po’ dappertutto dal nord al sud).

Non i partiti della galassia comunista ed ex comunista che non conseguono neppure un seggio, neppure in Europa (un'Europa che li boccia un po' dappertutto).

Non i partiti(ni) e i movimenti(ni) della galassia liberale che manco erano presenti ad eccezione della lista Bonino-Pannella che, col suo 2,4%, riconquista le posizioni che furono della RnP, ottiene il quorum per i rimborsi elettorali ma non porta a casa alcun seggio.

I vincitori delle Elezioni Europee sono in primis l'IDV e, in secundis, la Lega (un altro partito che, a mio avviso, esce rinforzato e rinfrancato dal suo 6,6% è l'UDC...).

I motivi della vittoria della Lega riesco a comprenderli: leva sul bisogno di sicurezza, buoni movimenti, in questo senso, delle azioni di governo in essere, presenza territoriale, forte identitarismo, buoni risultati delle amministrazioni locali nel nord del Paese, portano la Lega al 10% a livello nazionale.

I motivi della nettissima vittoria del movimento di Di Pietro mi sfuggono di più. Va bene la politica urlata, va bene l'Antiberlusconismo, va bene la latitanza del PD come partito guida dell'Opposizione, va bene la debolezza dei leader del PD con conseguente travaso di voti verso l'IDV, va bene la demagogia e il populismo che, inevitabilmente, attraggono folle (atrimenti non sarebbero nè demagogia nè populismo), va bene il voto di protesta (che, spesso, è un voto un po' qualunquista e che quasi mai necessita di una piattaforma politica vera e propria), ma che tutto ciò porti un partito-uomo (se FI era un partito-azienda, non saprei come definire meglio l’IDV) a ottenere l’8% in una tornata EUROPEA, per me, è inconcepibile (evidentemente mi sfugge qualcosa, dato che è successo, ma cosa????)

To be continued …




29 aprile 2009

Pannella e le sue responsabilità

Stavolta pare proprio che il Marco abbia forti responsabilità sulla mancata occasione di far nascere, guidata proprio dalla Lista Bonino-Radicali, un aggregatore delle forze laiche liberali e riformiste del paese stritolato dai franceschinismi da un lato e dai berlusconismi dall'altro.




traggo dal sito del PLI:
(fonte: http://www.partitoliberale.it/2009/04/16/la-lettera-di-stefano-de-luca-indirizzara-a-marco-pannella/#comments)

La lettera di Stefano de Luca

indirizzata

a Marco Pannella

16 aprile, 2009 Scritto da Redazione  
Nella categoria Ultimissime

Caro Marco,
sento di doverti manifestare la mia delusione per la decisione dei Radicali Italiani di rinunciare a presentare alle Europee una lista di alleanza laica. A mio avviso con tale scelta è stata persa l’occasione, forse unica ed irripetibile, di riunire un mondo culturale e politico, che, negli ultimi anni è apparso minoritario, disperso ed,oggi, in via di annientamento, a causa del regime liberticida, imposto dai partiti cesaristi e plebiscitari dominanti.

Ho avuto occasione di dirti più volte che ero ottimista sul risultato di una simile lista perché, a differenza del momento in cui avete presentato la Rosa nel Pugno, oggi, nella nostra area di riferimento vi è un grande smarrimento e si fa strada la consapevolezza che la libertà e la democrazia sono in pericolo. I ceti più colti ed attenti hanno capito che l’informazione politica “vespizzata” ha generato mostri: il PD con la L e quello senza, che hanno cancellato il pluralismo, dando luogo ad una sorta di pensiero unico clericalberlusconianfranceschiniano, pressoché indistinto. In questa particolare situazione che non consentiva di invocare il voto utile, sarebbe stato possibile superare lo sbarramento del 4%.

Ritengo che tale opportunità non potrà ripresentarsi in futuro perché il sistema si stabilizzerà. Dopo il caso Englaro, la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 e le esternazioni del Papa in Africa, si erano determinate le condizioni per il successo di una testimonianza laica. Inoltre, l’abbandono da parte dei maggiori partiti, ed in particolare del PDL, di ogni residuo legame con il pensiero liberale e l’economia di mercato, in nome del neostatalismo dilagante, si è aperta per i movimenti di sicura e antica formazione liberale una nuova prospettiva di consenso. I delusi, in assenza di alternative, non si recheranno alle urne o si tureranno il naso e voteranno Berlusconi. Se lo faranno la prima volta, come avvenne per la DC, continueranno nel futuro.

Devo infine aggiungere che, persa l’attuale, a mio avviso, non avremo altre occasioni e che la mobilitazione dei mille, di cui tu parli, dopo l’appuntamento elettorale rischia l’insuccesso. Confido che i guasti alla causa democratica prodotti dal berlusconismo possano avere durata limitata alla permanenza al potere del protagonista perché sono convinto che, senza Berlusconi, esso sarebbe ancora peggiore. Ho voluto ribadire, per necessità di franchezza fino in fondo, che questa per te, Marco, sarebbe stata la grande occasione di presentarti come riunificatore e leader di tutta la galassia laica, liberale, radicale, repubblicana e riformatrice per combattere sull’ultima trincea della Democrazia e della Libertà in Italia. Confidavo per questo che avresti potuto forzare la mano ai tuoi amici del Partito Radicale. Sabato al Consiglio Nazionale del PLI non mi resterà che manifestare tutto il mio rammarico per l’occasione perduta.

Molti cari saluti
Stefano de Luca


Forse l'interlocutore aeguato era Emma Bonino e non Marco padre-padrone dei Radicali. Io la ritengo un'occasione sprecata e non me ne spiego le ragioni.




17 aprile 2008

Emma, almeno tu che sei una persona seria, non ti smentire, lascia stare il vulnus alla democrazia....

 Stamane ho ascoltato Radio Radicale. Non è mica una novità. Sono anni che ascolto Radio Radicale. Lo faccio quotidianamente, un po' a tutte le ore ma soprattutto alla mattina e quando sono in automobile, in viaggio.

Stamane ho sentito Emma Bonino che diceva che nel nostro Paese la democrazia è profondamente ferita (speriamo, dice l'ex Ministro, che non sia morta...). Il motivo è che il popolo italiano ha vinto i referendum (diversi argomenti) che però, poi, sono stati "aggirati" dalle forze politiche al governo che o li hanno bellamento ignorati o li hanno superati con normative che però andavano solo parzialmente nella direzione espressa dalla volontà popolare.

Bene, cara Emma, so che quello che tu affermi corrisponde a verità. Devo dire che mi fa anche un po' schifo. Devo dire che è uno dei tanti motivi che mi hanno fatto mettere la crocetta fatidica sul simbolo del PLI. Devo dire però, che mi stupisce che questa "filippica", ancorchè sia "giusta", provenga proprio da te e sia stata espressa proprio oggi...

MI spiego meglio: non c'eri tu al Governo assieme a Prodi? Non è stato Prodi che ha (mal)  governato l'Italia negli ultimi due anni? Se Prodi non si è attenuto ai responsi dei referendum e la cosa ha gravemente nuociuto alla democrazia tanto da portarla in fin di vita, come mai non ti sei dimessa da Ministro? Come mai non siete immediatamente usciti da una coalizione che tu stessa (indirettamente) definisci anti-democratica?
Come mai insomma questa bella (giusta) filippica non l'hai fatta chessò, un anno fa???

Mi sorge il dubbio che oggi si torni a parlare di vulnus alla democrazia perchè la (stragrande) maggioranza degli italiani ha votato per il centrodestra (che io continuo a ritenere un ambiente più fertile per le idee liberali e riformiste rispetto a questo centrosinistra). Mi sorge il dubbio che se avesse vinto il democraticissimo Uolter Ueltroni non saresti uscita con questa stigmatizzazione... e non perchè il "lack of democracy" non ci sia o non vada stigmatizzato ma semplicemente per non nuocere a te stessa e non contraddirti in modo palese.

Oggi, all'opposizione, parlare di vulnus democratico non è più contradditorio, anzi, vedrai tra un po' che sbandieramento di vessilli da parte dei neodifensori della democrazia offesa (la loro, ovviamente)... ma noi liberali non siamo comunisti. A noi il "contrordine compagni" ci ha da sempre fatto un baffo... noi abbiamo la memoria lunga. Per questo motivo, Emma, facciamo che quello che ti andava bene sei mesi fa (e che avrebbe continuato ad andarti bene se vinceva Uolter, alla faccia della democrazia) continui ad andarti bene anche oggi ...





21 febbraio 2008

Oggi per me è un giorno molto triste...


 

E' il giorno in cui i Radicali rinunciano alla loro Storia, alla loro Tradizione, al loro Simbolo, alla loro proverbiale "dirittura morale", ai loro principi basati su laicità, libertà, liberismo, riformismo.

Rinunciano a tutto questo in cambio della "sopravvivenza" certa: nove seggi in Parlamento (a proposito, più o meno il numero di Senatori che la serietà al Governo ha impedito loro di insediare nel corso della passata legislatura...), Emma MInistro, 3 milioni di euri o poco più, ovviamente a rate, il 10% degli spazi televisivi assegnati al PD. Naturalmente, Veltroni si è riservato il diritto di porre il suo veto sulle candidature radicali ... eccimancherebbe anche che 'sti radicali candidassero chi c'hanno voglia loro ...

Fa male ma sta bene. Solo una preghiera: non veniteci a raccontare (come avete, in realtà fatto) che l'obiettivo è quello di "conquistare una maggioranza riformatrice in occasione delle prossime elezioni politiche".
Innanzitutto, di riforme, di punti programmatici, di idee, di proposte progettuali, col PD non ne avete manco fatto cenno! Gli unici argomenti sul tavolo: numero di seggi, denari, candidature, spazi televisivi.

In secondo luogo, anche se aveste basato la confluenza nell'ircocervo su questioni programmatiche, cosa che non avete fatto, non avreste potuto farvi valere un gran chè per affermare i principi a voi cari: sapete benissimo, infatti,  che dentro al PD siete debolissimi (ancora più deboli della RnP nell'Ulivo). Secondo i sondaggi, infatti, in seno al PD valete lo 0,5% (più o meno i voti che porta con sè la Bonino) contro il 2% di suffragi che "cubate" in autonomia.

Io capisco che dovete e volete sopravvivere ma non vi fa pensare il fatto che dentro al PD tre elettori su quattro vi voltano le spalle (io tra questi)? Ovviamente questo vale se diamo credito ai sondaggi ...







18 febbraio 2008

Appello di Pannella. "Contrappello" del Rifo!

Ho ricevuto, come molti altri iscritti nelle newsletter di qualche organismo della cosiddetta gaòassia radicale, da Marco Pannella questo appello pubblicato a pagamento su Il Riformista:

Siamo in attesa delle proposte di Walter Veltroni, che ora ci annuncia che ci giungerebbero solamente lunedì prossimo. Rivolgiamo quindi un urgente e caldo

APPELLO

a tutte le personalità democratiche, laico liberal-socialiste a dichiarare di essere pronte ad accettare la candidatura (simbolica o piena) nella lista radicale con capolista Emma Bonino anche e soprattutto al fine di secondare l’accettazione di tale lista nella costituita coalizione fra Partito Democratico e Italia dei Valori, Veltroni e Di Pietro.
Il comportamento e le decisioni radicali saranno conseguenti all’esito di questo invito, già nelle prossime ore.
Se più forti potremo meglio cercare di immaginare e realizzare tutti i compromessi che possano contribuire ad affermare il carattere modernamente democratico quindi aperto, anche laico socialista liberale e federalista, nonviolento, di universale religiosità umana, del PD e la sua vittoria politico-elettorale, a guida di una coerente coalizione che sia davvero “maggioritaria” e alternativa a quella dei “capaci” (davvero; ma davvero!) di tutto”.


PER ADESIONI, COMMENTI E SUGGERIMENTI:
internet: www.radicali.it, www.radioradicale.it
email: segreteria.roma@radicali.it, info@radicali.it, pannella@radicali.it
Fax: 06.68805396 • Tel: (09.00-21.00) 06.689791, 06.6826


All'appello, ho risposto col "contrappello":

Caro Marco, ti ringrazio per avermi inviato in
anteprima l'appello (che però leggo solo stamane) e
per aver chiesto anche il mio parere.

Mi sbaglio se dico che qualche tempo fa i radicali
avrebbero reagito ai comportamenti del PD in ben altra
maniera?

Mi sembra che, all'interno del PD, dei radicali non
vogliano manco sentirne parlare. Mi sembra che non ci
sia proprio posto per voi (per noi) all'interno
dell'ircocervo nato dal rapporto contro-natura di ex
comunisti ed ex democristiani, per il quale la
conservazione delle logiche di palazzo (mascherata,
più o meno abilmente, da barakobamanesimo) la fa da
padrone.

I radicali nel PD stridono. Fanno scricchiolare le
coronarie sia ai catto che ai com. Come ve lo devono
dimostrare? Come ve lo devono dire? Vi hanno sputato
in faccia fin dalla prima ora. Vi hanno deriso
affermando che sì, vabbè, Emma se la potevano anche
candidare (dato che è moderata e non invasata di
laicità come il resto della brigata... e poi, persona
di grande spessore, porterebbe pure voti ...) assieme
ad Emma avrebbero candidato altre due persone (per
graziosa concessione) ma quanto ad accogliere i
radicali nel PD ... meglio Di Pietro. MEGLIO DI
PIETRO!

Vale veramente la pena di fare di tutto per entrare in
questa coalizione? A parte che la manovra "sa" di
accattonaggio (per citare proprio Emma), una volta
entrati, vista la stima del resto del PD per i
radicali e visto il tasso di condivisione con le
politiche radicali, che si pensa di ottenere?

Molto di più di quanto la Resa nel Pugno non abbia
ottenuto dall'Ulivo (cioè niente, ah, no, perdonami,
niente è riduttivo: insulti e calci nel culo)?.

Io credo che in altri tempi, il partito radicale,
avrebbe immediatamente abbandonato una barca che non è
la sua (una barca che va da un'altra parte e il cui
equipaggio farebbe di tutto per buttare i radicali a
mare...) per vararne una propria coerente per
obiettivi, strategie, storia e cultura politica.

Lo sta (addirittura) facendo Casini col tentativo di
coagulare il voto cattolico-centrista e moderato (ma
conservatore e palazzinaro...) nella cosiddetta Rosa
Bianca (un contenitore politico che con i vari
Mastella, Tabacci, Cesa, Baccini, Follini (?), mi fa
schifo ma al quale riconosco l'orgoglio e il coraggio
di presentarsi all'elettorato per quello che è, in
modo autonomo e disgiunto - almeno in apparenza -
dagli altri due poli...).

Lo hanno fatto, con grande dignità, i comunisti. Una
volta accortisi di essere considerati dei dinosauri
della politica, buoni tutt'al più a fare i portatori
d'acqua per Veltroni, ecco che si compattano nella
Cosa Rossa e si presentano al loro elettorato con una
linea politica che sarà anche vetusta e inadeguata ai
tempi ma è la loro.

Se i radicali si presenteranno al voto in autonomia
dal PD, li voterò senza dubbio alcuno.
Se, invece, dovessero confluire nel PD,...

Ciao e in bocca al lupo.










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permalink | inviato da RiformistAlchemico il 18/2/2008 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa


27 settembre 2007

Bravi, bravissimi i Radicali, li seguo sa sempre, ma...

Ricevo da Rita Bernardini la seguente email che chiama al tesseramento... (cosa buona e giusta).

""""""Caro amico, cara amica,

in tempi di V-Day e libri sulla Casta da 1 milione di copie vendute, la notizia dell'approvazione di riforme del bilancio della Camera dei Deputati volte al risparmio dei soldi dei cittadini, all'innovazione tecnologica, alla conoscibilità di bilanci, di presenze e assenze dei deputati e in generale a una maggiore trasparenza dell'attività parlamentare, dovrebbe essere di una qualche interesse per la stampa. Così tuttavia non è, forse perché autori di quelle proposte sono stati i parlamentari radicali.

La Camera dei Deputati ha approvato ieri alcune delle proposte (qui puoi torvarle tutte ) presentate dai radicali in ottemperanza alla mozione del Comitato di Radicali Italiani del 30 giugno scorso . Invece di andare in vacanza, i radicali hanno lavorato per far sì che alla riapertura della Camera dei deputati dopo la pausa estiva, quella mozione fosse tradotta in realtà. Sono tutti uguali?

Sembra insomma che la colpa dei radicali sia quella di non essere come tutti gli altri. Lo scrive anche Gian Antonio Stella nel suo libro: "Esclusi i radicali, gli unici che hanno speso sempre più di quanto poi incassavano: l'eccezione per una regola che dimostra in modo abbagliante come le forze politiche, negli ultimi anni, abbiano davvero esagerato". "La Casta", di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Rizzoli – 2007.

Anche per te quindi "tanto sono tutti uguali"? I ladri e chi è derubato? Chi corrompe e chi denuncia la corruzione? Chi vaffa day e chi concretamente fa qualcosa per far cambiare le cose?


Non c'è molto tempo. I radicali rischiano di fallire, come impresa politica, come organizzazione di idee e di lotte. Basterebbe poco. Basterebbe la tua iscrizione, libera privata e volontaria, insieme a quella di tanti altri. Un gesto rivoluzionario nell'Italia di oggi, dei partiti monotessera, dove tutto è finanziamento pubblico, 8 per mille, privilegio, iscrizione inconsapevole (come quelle dei pensionati ai sindacati).

Se vuoi, come diceva Gandhi, "essere il cambiamento che volete vedere nel mondo ", puoi partire da qui, con noi:

Iscriviti o versa un contributo a Radicali Italiani


Le proposte approvate dal Parlamento:

Dal sito della Camera dei deputati

INNOVAZIONE TECNOLOGICA:

1) Il servizio di diffusione via satellite del canale televisivo satellitare è attualmente fornito da RAI Way che non è proprietaria di canali satellitari, si chiede di affittare direttamente dalle società di gestione, il canale satellitare, superando l'intermediazione di RAI Way. (accolto come raccomandazione)

2) si chiede che siano videoregistrati integralmente i lavori delle Commissioni e resi disponibili oltre che sul canale satellitare, anche sul sito web e su piattaforma aperta 'peer to peer'; (accolto, decisione subordinata a piano di fattibilità e costi)

3) Si chiede l'implementazione della programmazione televisiva sul canale satellitare della Camera, arricchendo la diffusione dell'attività parlamentare e di eventi esterni all'istituzione, ma inerenti l'attività politico-parlamentare, nonché la realizzazione di un palinsesto organico e costante, anche attraverso l'acquisizione di produzioni realizzate da imprese esterne. (accolto, decisione subordinata a piano di fattibilità e costi)

RISPARMIO:

1) La Camera ogni anno spende circa 8 milioni e 700 mila euro per la stampa degli atti parlamentari e quotidianamente si vedono gettati enormi quantità di tali documenti cartacei; si chiede l'immediata valorizzazione dei servizi on-line, così come già avviene al Parlamento europeo, garantendo comunque gli stampati per chi ne fa espressa richiesta. (accolto, passaggio già parzialmente in atto)

2) si chiede la cessazione dei privilegi ai deputati cessati dal mandato così come avviene per i deputati europei a partire dai viaggi gratuiti su autostrade, ferrovie, aerei e navi sul territorio nazionale. (accolto, previa verifica possibilità)

3) Attivazione del sistema di telefonica 'VoiceIp' su tutte le linee in uso alla Camera dei deputati; (accolto come raccomandazione, previa verifica fattibilità e risorse necessarie)

4) Si chiedono immediate direttive finalizzate al risparmio energetico con sostituzione di tutte le lampadine da alto consumo a basso consumo; verifica dei costi/benefici di un adeguamento dell'impianto di illuminazione per ogni ufficio con sistemi di rilevazione automatica di presenza di persone, volti al risparmio, come già avviene negli uffici del Parlamento europeo di Bruxelles e Strasburgo. (accolto)

5) Estensione dell'utilizzo dei Software 'Open Source' gratuiti a tutte le macchine informatiche dei deputati, dei Gruppi Parlamentari e dell'amministrazione della Camera, (accolto come raccomandazione)

6) Raccolta differenziata finalizzata al riciclo della carta in tutti i palazzi della Camera dei deputati. (accolto)

TRASPARENZA

1) Si ritiene di fondamentale importanza dare la possibilità ai cittadini di conoscere l'attività delle istituzioni elettive ed in particolare della Camera dei deputati e dei singoli Deputati, purtroppo si registrano barriere di varia natura circa l'accessibilità e la trasparenza di suddetti dati, che dovrebbero essere pubblicati in formati standard, liberi e aperti (es. XML); si considera necessario, al fine dell'implementazione dell'e-democracy, l'ampliamento e aggiornamento della pubblicazione in rete degli atti e delle attività istituzionali; per queste ragioni le richieste sono quelle di ad aggiornare ed ampliare il portale della Camera dei deputati rendendo accessibili tramite formati aperti, liberi e standardizzati i seguenti dati:

  • bilancio della Camera dei deputati con allegati

  • composizione dell'istituzione

  • presenze e comportamento di voto dei Deputati

  • atti presentati in tutte le articolazioni dell'istituzione

  • iter e loro conclusione

  • atti adottati dalle singole articolazioni dell'istituzione (Gruppi e Commissioni)

  • gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo

  • dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari (e aggiornamenti)

  • dichiarazione dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile

  • registro delle spese oggetto di rimborso forfettario o documentato (staff, telefoniche, ufficio, viaggi, dotazioni informatiche, ecc);

  • spese elettorali sostenute e i rimborsi elettorali dei gruppi parlamentari

  • email, numero di telefono e di fax dell'ufficio del deputato

(accolto con riformulazione)

2) Molti dei dati pubblicati sul sito web della Camera sono disponibili solo in formato Pdf, si richiede di risolvere il problema dell'accessibilità e dell'adeguamento tecnologico in formati standard aperti e liberi (es. formato XML) dei dati pubblicati. (assorbito dal precedente)

3) Contro il voto dei 'pianisti', illegale, si chiede il sistema di riconoscimento biometrico per l'identificazione del deputato sul sistema di voto. Il lettore biometrico può essere utilizzato all'inizio di ogni votazione, anche solo per l'attivazione della postazione, procedendo quindi con gli attuali pulsanti per l'espressione del voto; tale procedura garantisce gli attuali livelli di segretezza del voto e la sicurezza del riconoscimento al 100 per cento. (accolto come raccomandazione, previa verifica fattibilità tecnica e onere di spesa)


Rita Bernardini
Segretaria di Radicali Italiani

Elisabetta Zamparutti
Tesoriera di Radicali Italiani



Ora, i Radicali meritano rispetto e plauso sono tra le poche (non le sole, per la verità) forze politiche "pulite" (intendendo con l'aggettivazione una miriade di significanze...) . Il mio tesseramento lo meriterebbero (e, novesudieci, lo otterranno senz'altro) ma...
ma prima volgio vedere come va a finire questa coalizione con Prodi e con questa sgangherato governo prono e supino su posizioni di estrema sinistra, sempre posto tra l'incudine di uno sfacciato clericalismo e il martello (con tanto di falce) del massimalismo più "sinistro".
Ho seguito la vicenda che ha portato Capezzone alle dimissioni da segretario dei RI e a fondare il network DECIDERE.NET.
Debbo dire che parteggio per Capezzone!

Sono curioso di vedere se, dopo l'evidente illiberismo e conservatorismo di questo governo, dopo i (mal)trattamenti subiti dai radicali ad opera degli alleati, dopo la mancata applicazione delle azioni promesse in campagna elettorale, dopo l'esclusione di Pannella-Bonino dalla competizione per la presidenza dell'ircocervo (ossia l PD), i radicali rinsaviranno e si toglieranno finalmente dalle balle di questa coalizione di maggioranza... oppure no!

Capezzone l'ha già fatto e va propugnando 13 punti basati su concetti liberali e riformisti. Ora voglio vedere i Radicali se risponderanno all'appello o se rimarrano in qualche modo attaccati al carrozzone della banda Frodi.


7 settembre 2007

DECIDERE.NET 13 cantieri per una politica ad alta velocità





Daniele Capezzone ha “aperto” un movimento-contenitore (non è ancora un partito ne io so se mai lo diventerà), una sorta di “network” di stampo liberale, riformista, libertario e laico.

Il movimento nasce perché l’esperienza Rosa nel Pugno sembra essersi esaurita in modo fallimentare con Boselli che pensa alla ricostruzione del partito socialista assieme a De Michelis, Valdo Spini e altri in un nuovo (???) partito che accolga (dialoghi con?) Mussi, Angius e altri fuoriusciti dai DS non convinti o delusi dall’ircocervo PD.

I radicali (partito nel quale Capezzone attualmente milita anche se tirano arie di diaspora), dal canto loro, si stanno comportando in modo piuttosto ambiguo (e, a mio avviso, poco coerente sia in rapporto alla loro proposta politica che al mandato degli elettori).

Ai radicali, Capezzone contesta il fatto che continuino imperterriti a supportare (sopportare) il governo Prodi nonostante che si sia dimostrato assolutamente refrattario a qualsivoglia riforma del sistema (fiscale, pensionistico, del lavoro, etc.) , riforme che, peraltro, facevano parte del programma dell’Ulivo e che, sole, stavano alla base dell’appoggio, decisivo, dei radicali alla coalizione di governo.

Prodi non solo non mantiene le promesse a suo tempo fatte ad alleati e all’elettorato ma relega i radicali e le loro politiche laiche e riformiste in un angolino dando spazio (forse perché sotto “ricatto politico”) alle sinistre comuniste e massimaliste (che, peraltro, sono a pieno titolo costituenti l’aggregazione di maggioranza).

Capezzone, dopo aver sollevato a più riprese il problema in seno ai Radicali Italiani, ottenendo giusto il fatto di essere sollevato egli stesso dalla carica di segretario del partito che passa a Rita Bernardini, fonda il movimento DECIDERE.NET che si propone di aggregare le forze liber-ali-rtarie-iste-aldemocratiche-alsocialiste, laiche e riformiste (non necessariamente fuse in un solo partito politico) sulla base della convergenza su alcune tematiche per le quali propone delle “ricette” molto concrete e reali.

I punti che DECIDERE.NET prende in considerazione sono 13 che rappresentano altrettanti cantieri per una proposta politica atta a realizzare quelle riforme di cui il nostro Paese assolutamente necessita.

I primi due dei 13 punti presi in considerazione da Capezzone parlano più che di riforma, di una vera e propria rivoluzione fiscale: 1. flat tax al 20%; 2. Federalismo fiscale (tema di cui TUTTI sono andati cianciando da alcune legislature ad oggi, per cui NESSUNO ha ancora fatto qualcosa).

Per quanto attiene al punto 1, questo è l’abstract della proposta di DECIDERE:

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile
Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).
Va osservato che:
a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile;
b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori;
c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonchè della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse)

Ergo: aliquota unica, niente più cervellotici scaglioni con percentuali differenti per diverse fasce di reddito. Un’aliquota sola che riduce il carico fiscale per tutti!!!!

Uno dei commenti che più frequentemente mi capita di incontrare tra gli osteggiatori della flat-tax è quella che un ricco (generalmente il paragone viene fatto direttamente con berlusconi, il satana, il grande baal di tutti i ricchi, l’emblema del male impersonificato e fattosi conto in banca e rete televisiva) pagherebbe le tasse al 20% così come la badante, il piccolo commerciante, il piccolo artigiano e questo viene “bollato” come ingiusto.

A me l’obiezione lascia, sinceramente, di stucco. Un “ricco” che guadagna 500.000 euro all’anno verserebbe al fisco 100.000 euro mentre una persona non ricca che ne guadagna 50.000 ne verserebbe 10.000 (che è 10 volte meno del versamento del “ricco” che, peraltro, guadagna 10 volte di più).

Senza considerare che verrebbe definita anche una “no tax area”, ossia un valore di reddito annuo al di sotto del quale non si pagherebbe alcunché al fisco. (per me una no tax area decente potrebbe essere quella che arriva fino a 12.000 euro di reddito all’anno).

Senza considerare il principio che il ricco, il non-ricco e il povero, pagano cifre differenti a fronte del medesimo servizio da parte dello Stato… per cui: chi guadagna di più (e, magari, perché no, è anche più bravo nell’espletare il suo lavoro) paga di più per avere la medesima cosa…

Ma in alcuni commenti, dicevo, vige l’italica (?) attitudine a non guardare al proprio bene ma preoccuparsi soprattutto del non-bene altrui…

Una riduzione dell’imposizione fiscale forte come quella che deriva dall’abbattimento delle aliquote al 20%, lascerebbe libere le risorse economiche, prima drenate dal fisco, per effettuare investimenti personali e aziendali, con grande beneficio di imprese e famiglie, indipendentemente da ciò che succederebbe a casa del Berlusca.

L’ottenimento della progressività nell’applicazione dell’imposta (principio sancito dalla Costituzione ma che a mio avviso non è né democratico né efficiente…) sarebbe perseguito attraverso la rimodulazione del sistema di deduzioni e detrazioni fiscali che verrebbero aumentate per i redditi più bassi e abbassate per quelli più alti.

In effetti, va detto (come mi sottolineava un frequentatore del forum di DECIDERE che ha lo pseudonimo TELLO) che la Corte di Cassazione ha decretato che il sistema impositivo in generale deve essere improntato a criteri di progressività, non è necessario ricercare la progressività in ogni singola tassa.

E’ altresì vero che l’IRPEF (così come l’IRPEG) rappresentano una parte importantissima del sistema fiscale per cui, se vogliamo dare progressività al sistema (ed essere in linea con il citato art.53) non possiamo non considerarla anche all’interno dell’imposizione sulle persone fisiche e giuridiche.

Ma io non concordo minimamente nel ritenere il principio di progressività del sistema fiscale corretta, democratica, o semplicemente efficiente.

Capisco che risponda a una volontà di redistribuzione del reddito, ma penso anche che sia un principio inadeguato ai tempi e fondamentalmente scorretto.

Sono convinto che già il principio di proporzionalità (per cui ciascuno paga una percentuale del suo reddito effettivo) sia più che sufficiente. Il pensare di aumentare l’aliquota impositiva al crescere degli scaglioni di reddito, oltre a non avere nessuna logica a sostegno (se non la mera volontà redistributiva), risulta essere penalizzante per tutti quelli che, lavorando di più e meglio, vogliono aumentare le proprie entrate.

In questo senso, l’incremento delle aliquote ha il nefando effetto di frenare la libera iniziativa e di rendere meno appetibile (e quindi meno praticato) qualsiasi sforzo personale per arrivare a livelli di reddito (e quindi di produttività) più elevati, il tutto incidendo sulla produttività generale del sistema.

La progressività delle aliquote, oltre ad essere piuttosto iniqua (parere personale) risulta essere penalizzante per l’intero sistema economico oltre che illiberale e illibertaria.

Va detto, infine, che aliquote troppo elevate per redditi elevati rappresentano una “spinta” significativa all’evasione fiscale mentre non è un mistero che ad “aliquote oneste corrispondano contribuenti onesti”. Al di là degli slogan, va effettivamente considerato il fatto che la riduzione delle aliquota a un’imposta piatta del 20% renderebbe indubbiamente meno appetibile il ricorso all’evasione fiscale e, per questo motivo, anche meno praticato.

Sempre TELLO che si è occupato a lungo di giuslavorismo ed è persona particolarmente preparata, caldeggiava addirittura l’introduzione della lump sum tax , ossia di una tassa pari a una cifra definita per ciascun tipo di professione indipendentemente da quanto la persona guadagni nello specifico. Ad esempio: la professione di avvocato pagherebbe 30.000 euro all’anno indipendentemente dal reddito effettivo, quello della lavandaia 10.000 euro e così via… (chi guadagna di più all’interno della medesima categoria è perché è più bravo o più volenteroso per cui si “intascherebbe” la differenza nell’imposizione rispetto ai colleghi meno performanti con benefici personali e “di sistema”).

A me l’idea della lump sum tax non piace affatto e la ritengo poco praticabile (anche se gli studi di settore, TELLO docet, altro non sono che lump sum tax mascherate e modificate…).

Mi accontenterei della flat-tax al 20%, affiancata dal federalismo fiscale, dalla riduzione delle spese pubbliche e lotta alle inefficiente (risparmio preventivabile 1% all’anno), dall’introduzione della responsabilità patrimoniale per i pubblici amministratori (chissà che non si impegnino di più).

La rivoluzione fiscale è possibile… ma non la praticherà certo il PD…


6 settembre 2007

Un post recente in cui esprimevo dubbi sulla proposta recente di alcuni industriali a proposito del pizzo in "zone di mafia"

ha prodotto alcuni commenti sia a favore dell'iniziativa degli imprenditori (che chiedevano l'espulsione da Confindustria per quelli "beccati" a pagare il pizzo senza denunciare l'estorsione e gli estorsori) sia - accordandosi al pensiero del sottoscritto, espresso nel post, - critici nei confronti della stessa proposta.

Soprattutto l'intelligente Leonardo (basta visitare il suo blog per rendersi conto che l'aggettivazione non è mal riposta: http://ilmale.ilcannocchiale.it) si dimostra favorevole all'iniziativa. Mi pare che le sue osservazioni meritino una risposta un po' più articolata da parte mie e che esprima meglio il mio pensiero.

@ leonardo: capisco il punto di vista. Se il significato della proposta degli imprenditori è quello di spezzare la catena omertosa, è chiaro che l'iniziativa non può che essere salutata positivamente. Però il mio entusiasmo per la proposta non può che fermarsi qui. Non sono gli imprenditori colpiti a dover combattere contro il fenomeno del pizzo mafioso: è lo Stato. E' per questo motivo che sugli imprenditori (così come sulle famiglie) grava quell'altro "pizzo istituzionale" che è l'imposizione fiscale... (sto facendo una boutade, non commentate la definizione di "pizzo istituzionale", vuole solo essere scherzosa).
E' opportuno chiedere a imprenditori e a cittadini di zone mafiose di spezzare la catena di omertà ma è indispensabile che lo Stato adotti (finalmente) una serie di misure adatte per la lotta (quella vera) alla mafia.
Mettiamo che io, imprenditore di Salerno, sia oggetto di richiesta di pizzo. Terrorizzato dalla possibilità di venir espulso da Confindustria (!!), mi precipito a denunciare la cosa ai Carabinieri. Cosa succede poi? Chi si muove? Con quali mezzi? Con quali poteri? Con quale strategia sistemica di lotta alla criminalità organizzata? Con quali probabilità di successo? Con quali misure si difenderà la mia  famiglia, la mia persona, la mia azienda (in ordine di importanza) cadute sotto il ricatto e la minaccia mafioso-camorrista? In mancanza delle opportune risposte a questi interrogativi, non si chiede agli imprenditori colpiti dal pizzo un atto civile dovuto, quanto piuttosto un atto di incoscienza (o di estremo coraggio, di cui non tutti, però, siamo dotati...).
Allora affermo: bene le iniziative private per la lotta all'omertà ma lo Stato dov'è? Che fa?
Io propongo: imprenditori e non, che ne dite di votare solo ed esclusivamente (al di là di bandiere e schieramenti) candidati che mai furono collusi e partiti politici che non accolgano tra le proprie fila esponenti "dubbi"???
Proviamo a cominciare da qui????
Vi propongo alcuni contenitori che mi sembrano in linea:
- i radicali
- i riformatori liberali
- il network-movimento (non ancora partito) decidere di capezzone
- il nuovo partito d'azione liberalsocialista

E' possibile, ovviamente, aggiungere ulteriori schieramenti politici alla minilista di cui sopra.

Chissà che così facendo non si cominci a ripulire il Parlamento (e, a seguire, gli altri organi vitali dello Stato) dalla presenza mafiosa... condicio sine qua non per una vera, reale, concreta, vincente lotta alla criminalità organizzata.




1 agosto 2007

Pannella? Non passerà, come gli austriaci sul Piave (o come i sovietici in afghanistan)

Da L'Occidentale: www.loccidentale.it

L'Ufficio di presidenza del Partito Democratico ha deciso: PANNELLA NON PASSERÀ! La tutela del pluralismo democratico è stata garantita in modo esemplare dai tutori dell'ortodossia. Se il buon giorno si vede dal mattino, il nascente Pd sarà un baluardo inespugnabile per salvaguardare la nomenclatura oggi al potere da ogni possibile turbamento.
Per quanto Pannella sia oggettivamente un candidato scomodo e certamente non omogeneo ai desiderata dei dirigenti del Pd, la decisione del Politburo, pardon, Ufficio di Presidenza del Partito Democratico (sic) suscita spiacevoli associazioni. Ricordiamo che Marco Pannella nel 1990, in un articolo sull'Unità, propose ad Achille Occhetto di chiamare il nascente Pds proprio Pd, Partito Democratico, aggiungendo che se si fosse chiamato così lui si sarebbe iscritto il giorno seguente. Evidentemente allora il termine democratico, successivamente diffuso come la rucola nei piatti estivi, manteneva un carattere troppo liberale, aperto, quasi eversivo, e quindi inaccettabile per i dirigenti del morente Partito comunista italiano. Quasi vent'anni dopo, nonostante stia nascendo con il forcipe della burocrazia un partito con quel nome, la sua presenza rimane inaccettabile. Beninteso altro discorso sono i voti dei radicali, accettabilissimi per vincere le elezioni contro la destra liberticida.

Che sei persone componenti l'Ufficio di Presidenza del Partito Democratico possano decidere sulla ammissibilità dei candidati, appellandosi al “regolamento” e allo “spirito costituente del Pd”, è un'ulteriore conferma della volontà di blindare le primarie, proteggendo i pavidi segretari dei Ds e della Margherita. Il comma 4 dell’articolo 7, per chi di voi non conoscesse a memoria l’agile testo regolamentare , recita: “Non è ammessa la candidatura di persone notoriamente appartenenti a forze politiche o ad ispirazioni ideali non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito Democratico”. Rimaniamo in attesa di sapere in cosa gli “utili idioti” radicali e la Rosa nel pugno sono incompatibili con il Partito democratico, e se verranno coerentemente respinti al prossimo appuntamento elettorale.

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Informazione Libera: non assogettari alla stampa di regime




 

 


 

 




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Il mio Profilo Politico:
Repubblicano da sempre, il mio profilo politico è quello di un laico, riformista, libertario e radicale. Per questo motivo le mie preferenze oscillano tra:

e

La mia coscienza sociale, civile e politica mi ha fatto optare per l'adesione ai seguenti "progetti", "movimenti" e "aggregatori di blog":

  






 







Un po' di outing:
Sono un uomo dell'Occidente: come Oriana, ne difendo le ragioni





 

Io sto con Israele e non metterò in dubbio le mie idee

 
lo potrei fare solo se:  
1. Il Premier israeliano sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
2. Il Premier israeliano sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
3. Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
4. Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
5. I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie
palestinesi.
6. Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
7. I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
8. I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
9. I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
10. I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
11. I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
12. La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
13. I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
14. I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
15. I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
16. Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
17. Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
18. Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
19. Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
20. I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
21. I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
22. Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.


Questo pensiero è di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto da Camillo 
. Ringrazio entrambi. 



 Non posso non sostenere il Governo del Tibet in esilio
 

 

 

20 settembre 2006
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In questo blog mi arrogo il diritto di trattare qualunque argomento frivolo o profondo a seconda del mio stato d'animo del momento. In questo blog c'è posto per tutti, i commenti non vengono vagliati ne censurati per cui non posso essere responsabile delle eventuali baggianate che utenti terzi e/o anonimi possano avere scritto costì.
Se a qualcuno passasse per l'anticamera del cervello che questo blog possa essere assimilato a una testata giornalistica, si faccia immediatamente curare.
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Auguro buona lettura a tutti e grazie per essere passati di qua. 

Per ogni informazioni rivolgersi a riformistalchemico@yahoo.it

 


 

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