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Riforme? Formule alchemiche!


Diario


18 aprile 2008

Partito Democratico e Italia dei Valori (bollati) Costituiranno un Gruppo Parlamentare Unico




 MA ANCHE NO!



http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=255528&START=0&2col=

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74740



...e poi si sorprendono se beccano queste batoste elettorali...











13 febbraio 2008

Geopolitica

 


La Campagna elettorale del Partito Democrist ... cratico, il PD è cominciata a Spello (in Provincia di Perugia)



finirà mica Aramengo?
(Provincia di Asti...)













1 febbraio 2008

Oi Dialogoi, i dialoghi di Ninetto e Falampino: Elezioni anticipate o Governo Istituzionale?

 

Falampino: che dici Ninetto, si va al voto?
 
Ninetto: non saprei dire, io spero che un accordo lo si trovi e si faccia un governo tecnico. sennò le riforme chi cazzo le fa? Fassino? Fini?.
 
Falampino: anche io sono per un governo di pacificazione o di scopo o elettorale, anche se non ho proprio mica capito cosa cazzo significhino 'ste aggettivazioni
 
Ninetto: sono i soliti neologismi da parolai che servono a somministrare al popolo bove qualsiasi ciofecata...
 
Falampino: già... comunque se si va al voto voterò il PD. ho grande fiducia nelle capacità di veltroni e poi mi sembra che abbia creato una squadra di tutto rispetto assieme ai franceschini, ai fassino, a donne del calibro della finocchiaro, di rosy bindi, di luxuria...
 
Ninetto: beh, ma luxuria mica è una donna...
 
Falampino: ma se si trucca ...
 
NInetto: e vabbè, anche berlusconi si trucca ...
 
Falampino: no quello trucca i bilanci ... e non è manco più reato ... che rabbia!!
 
- breve pausa di silenzio tra i due -
 
Falampino: sì, penso proprio che voterò il PD, anche se non ho capito con chi si schiererà. veltroni dice che il PD va da solo, fassino dice che andranno da soli ma non troppo, altri dicono che troveranno qualche intesa elettorale coi partiti di sinistra, altri ancora vorrebbero l'appoggio esterno, che, anche in questo caso non si capisce bene cosa cazzo sia...
 
Ninetto: mi sembra di capire che ti attendi dei voltafaccia circa le dichiarazioni sulle alleanze elettorali del partito democrist... democratico, d'altronde non sono certo i primi voltafaccia che gli esponenti del partito democrist ... democratico ci propinano...
 
Falampino: oh, a cosa ti riferisci, di preciso?
 
Ninetto: beh, guarda le dichiarazioni che tutti gli esponenti di spicco del partito democrist... democratico hanno fatto a giornali e nelle trasmissioni televisive da mesi e fino a poco tempo fa, circa la necessità di andare al voto in caso di caduta di prodi come sono state smentite in questi giorni, che piroette degne del circo barnum, che voltafaccia, che balle ...
 
Falampino: ah, beh, ma quelle erano BALLE ETICHE






30 gennaio 2008

Elezioni subito o Governo Tecnico? Questo è il dilemma...

 




Personalmente spero con tutto il cuore che si addivenga a un accordo e si formi un Governo tecnico supportato da una maggioranza allargata.

Sono convinto infatti che l’attuale legge elettorale vada cambiata e che questo possa essere fatto solo ed esclusivamente da un Governo tecnico istituzionale.

Il Paese ha bisogno di Riforme (curioso, lo diceva ieri sera a Ballarò un tal signor Epifani, dimenticandosi che proprio i sindacati il giorno in cui un Governo aveva coraggiosamente impostato delle riforme radicali, hanno portato 3 milioni di persone in piazza, facendolo cadere e ponendo la parola fine a ogni idea di riformismo nel Paese…),

Riforme che nessuna area politica sembra in grado di poter – voler impostare proprio perché ciascuna compagine sta in piedi grazie al supporto di gruppi politici fortemente conservatori (i comunisti e i verdi, una parte di PD da un lato, UDC, una larga fetta di AN, una parte di FI dall’altro).

A questo punto l’Italia ha una sola chance di vedere realizzate quelle manovre che servono per il suo rilancio:

- liberalizzazioni e fine dei monopoli sull’energia, trasporti, televisione

- riforma del fisco

- riforma del mondo del lavoro

- riforma delle pensioni (vero signor Epifani?)

- federalismo (sia fiscale che geopolitico)

La sola chance è che queste riforme siano condotte da un governo tecnico di unità nazionale (sì, una terminologia che sa di post-bellico).

Ecco perché io spero ardentemente che i partiti trovino un accordo e convergano su di un personaggio tecnico (o politico-istituzionale) e su di una squadra di Governo per le Riforme.

Poi, tutti al voto … e vinca il migliore, anzi, il meno peggiore (e non ditemi che non si dice…).

E’ chiaro che oggi è molto, molto difficile trovare un accordo.

E i motivi sono differenti. L’attuale estrema debolezza del PD e della sinistra in generale, i molti litigi tra e all’interno dei poli, la richiesta da parte delle sinistre dei voti della Lega in sostegno al Senato…

Tra questi, senza dubbio, una sorta di meccanismo di rivalsa nei confronti di Prodi, il quale, nella sua cocciuta arroganza, ha a suo tempo rifiutato la non-disinteressata mano che il centro destra gli tendeva alla luce del sostanziale pareggio elettorale e della prevedibile e prevista ingovernabilità che ne susseguiva (non dimentichiamoci i numerosissimi litigi in seno alle sinistre, le dimissioni di Rossi, la prima caduta del Governo e il successivo Prodi bis, le tante volte che i Senatori a vita hanno sostenuto l’armata BrancaleonProdi, le volte che Prodi è stato salvato in extremis da quel senatore dell’UDC, di AN, di Forza Italia, di La Destra che esce dall’aula, che va a cagare, che c’ha da prendere la medicina, proprio durante un voto …– sono queste le spallate di cui, Senatrice Finocchiaro, andava cianciando ieri a Ballarò?). Oggi, il centro-destra che, a ragione o a torto, si sente la vittoria in tasca, potrebbe non voler accettare un invito al dialogo che non-disinteressatamente la sinistra gli porge!

In ogni caso, temo che gli interessi di parte (legittimi per l’amor di Dio, ma chi guarda al bene del Paese?) possano prevalere su quelli dell’Italia!


16 ottobre 2007

Sondaggio: è "più peggiore" il centrodestra o è "meno migliore" il centrosinistra?

E' meglio il Berluskaiser servo dei propri macro-interessi e dell'imprenditoria servoassistita o è meglio il dummvirato Prodi-Ueltroni servi dei cosiddetti poteri forti: monopolii, corporazioni, e grande finanza all'italiana (la cosiddetta spaghetti-finance)?
Questo cari amici è il dilemma, il truce dubbio amletico che ci attanaglia in questi giorni di post-primarie... o no????

Dopo le primarie-bufala, ennesimo atto di quella grandiosa presa per il culo che è diventata la politica italiana, capita spesso, infatti, di leggere tra gli utenti della rete e i vari "blognauti" che postano i loro commenti quale dei due schieramenti considerino migliore (ho avuto un attimo di pudica ritrosia nello scrivere l'aggettivo...) dell'altro.

Io vorrei esprimere il mio pensiero. L'ho già fatto come commento in più di un blog, lo faccio anche qui sul mio.


Temo che il punto non sia: se sia meglio berluskaiser o il prete al servizio dei "poteri forti", ossia: se sia meglio la zuppa o il pan bagnato... Temo che il punto sia un altro: il paese ha bisogno di riforme urgenti e immantinenti, indispensabili e improcrastinabili.

Riforme che nè il berluskaiser nè il prete (e la sua accozzaglia di accoliti) vogliono e possono introdurre - come hanno indubitabilmente già dimostrato.


Credo che preferire l'uno o l'altro (non importa chi prevalga) sia un fatto comunque colpevole da parte nostra: sempre di conservazione si tratterebbe.

Cominciamo, invece, a scegliere la via delle riforme.

Comiciamo a non scegliere il meno peggio (vai tu a sapere poi il menopeggio dove alberghi) che tanto sempre di tonalità di peggio si tratta.


Nè Grillo o Travaglio sono in grado di dare soluzioni ...
Non serve imbonire la folla (grillismi vari), non serve etichettare il problema (antipolitica e neologismi vari). Servono riforme.


E intanto arrivano sondaggi dei quali, guarda un po', non è che si sia data molta pubblicità e dai quali emerge che il 52% degli italiani auspica l'arrivo di un "uomo forte" (http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-politico-elettorali/sondaggio-ipsos-il-52-degli-italiani-vuole-un-uomo-forte-le-ta-2.html).

Quanto è d'accordo con queste affermazioni:

"Beppe Grillo ha ragione:

nessun partito pensa alla gente,

ma solo a conservare il potere politico

molto d'accordo

49%

abbastanza d'accordo

27%

poco d'accordo

14%

per nulla d'accordo

9%

(non sa, non indica)

1%

"Nell'ultimo mese qualche partito

ha cercato di far proprie le richieste

della società civile"

molto d'accordo

7%

abbastanza d'accordo

27%

poco d'accordo

41%

per nulla d'accordo

23%

(non sa, non indica)

2%

Quanto è d'accordo con queste affermazioni:

"Le liste civiche sostenute da Grillo

sono una risposta utile per superre i partiti,

per far partecipare direttamente

la gente alla politica

molto d'accordo

27%

abbastanza d'accordo

32%

poco d'accordo

24%

per nulla d'accordo

21%

(non sa non indica)

1%

L'Italia ha bisogno di un uomo forte

che sappia decidere e risolvere i problemi

molto d'accordo

52%

abbastanza d'accordo

22%

poco d'accordo

13%

per nulla d'accordo

13%

(non sa non indica)

1%

"Destra e sinistra si comportano

ormai allo stesso modo:

sarebbe meglio un governo tecnico

super partes"

molto d'accordo

28%

abbastanza d'accordo

32%

poco d'accordo

19%

per nulla d'accordo

20%

(non sa non indica)

1%

(Sondaggio di opinione realizzato da Ipsos con metodo CATI)


Gli italiani cominciano ad avere chiara in mente la natura del problema... e sono addirittura disposti a rinunciare a un po' di democrazia (o, se preferite alla democrazia per un po' di tempo) pur di vedere il paese risollevarsi dallo stato di apatia conservativa in cui è caduto (e nel quale veltroni-prodi e berlusconi lo lasceranno...).


Non è questione se sia meglio berlusconi o veltroni... ahimè e purtroppo! E’ questione di ben altro


Io non voglio "l'uomo forte" io voglio riforme.


3 agosto 2007

Capezzone prende (definitivamente?) le distanze da Pannella, Bonino, Bernardini & Co.

In questa intervista di Emiliano Massimini su "Confronti.it" (http://www.confronto.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1064&Itemid=27) a Daniele Capezzone si intravede abbastanza chiaramente il disegno di alleanze che ha in mente l'esule dei Radicali.
Il sunto sembra essere: preso atto che a sinistra per i riformisti non c'è trippa per gatti (e direi che le manovre di questo governo, almeno quelle fino ad ora effettuate, lo stanno pienamente a dimostrare), vediamo di cercare alleanze nel centro destra per costituirne l'anima libertaria.

Credo che Capezzone "si tirerà dietro" un bel gruppetto di radicali scontenti e di radicali pragmatici, stufi di fare da utili idioti per Prodi e Russo Spena e non disposti a diventare portatori di acqua per Veltroni, Fassino, D'Alema, Rosi Bindi, Rutelli e Parisi.

Io sono personalmente convinto che, se alleanza nei poli debba esserci, questa non possa che avvenire in seno al centro destra (non credo nel progetto politico del PD così come sembra emergere da questi primi passi e viste le forze componenti dello stesso) a fianco delle componenti libealriformiste di FI, AN e ai vari gruppi liberali di PRI, PLI, RL, etc. Sono anche convinto che la coalizione liberalriformista (che costituirebbe la "quinta colonna" del centro destra dopo FI, AN, Lega, UDC (?) ) avrà il suo bel daffare a far prevalere idee e politiche laico-riformatrici.

Sarebbe estremamente significativo (e, forse, indispensabile) che anche le forze riformiste laiche e liberali o liberalsocialiste, oggi inserite nell'arido tessuto del centro sinistra, dialogassero coi liberali di destra per costituire un movimento riformista in grado di incidere sulla vita politica ed economica del Paese. Ma sembrerebbe, a questo proposito, che i liberalsocialisti sarebbero disposti a coagularsi con salmoni, capezzoni, liberali e repubblicani ma non in seno al centrodestra.

Forse i liberalsocialisti sarebbero disposti a fare "casa comune" coi liberalriformisti di centro e di destra, ma fuori dai poli attuali, posizionando la proposta laica-riformatrice come una sorta di "terza via", di terzo polo. Peccato che nessuno, in casa RL e Capezzoniani, voglia sentir parlare di terzo polo... e forse hanno anche ragione: bisogna vedere la riforma elettorale cosa recita, quali saranno gli sbarramenti etc. Ma forse , indipendentemente dalla legge elettorale, col voto polarizzato, mettersi al di fuori dei poli equivale a fare hara kiri...

Che casino per noi laici libertari e riformisti. Spezzettati in tanti movimenti e partitini ciascuno da "zerovirgola", sballottati un po' di qua e un po' di la, schiacciati dai grandi partiti della conservazione e dai loro suffragi figli di rendite di posizioni da far prevalere, di privilegi da difendere, di logiche palazzinare da sostenere, di voti di scambio, di nepotismi, di regalie, di concussioni e corruzioni, di concessioni ai poteri forti (grandi gruppi industriali, grandi enti della finanza, cooperative, sindacati). Che possibilità abbiamo di vedere attivare delle riforme? 
Dobbiamo arrivare veramente al crack economico (e poi politico e sociale) del nostro Paese per vedere i cambiamenti radicali di cui abbisognamo?

Beh, ragazzi, coraggio, mica ci siamo così lontani dal default-paese... 

 


3 agosto 2007

Fenomenologia dei Candidati ad una poltrona già occupata

questo è l'azzeccatissimo titolo dell'articolo di Vittoria Perri su "Confronti.it", articolo di cui vi propongo il link e che vi cosiglio caldamente di leggere: la lettura è piacevole e veloce...
http://www.confronto.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1052&Itemid=27

già nell'incipit Perri ribadisce il concetto iniziale: vi sono 6 candidati (+ 1 che è Pannella) alla poltrona di Presidente del PD, che "fanno finta di darsi battaglia", essendo detta poltrona già veltronianamente assegnata.

Quello che spicca nella vicenda è l'ipocrisia implicita nelle finte candidature (che ripercorrono le altrettanto finte primarie dell'Ulivo nella passata stagione elettorale). Ipocrisia che sembra essere, quindi, una componente del DNA del nuovo PD. PD che, non foss'altro che per mantenere fede al proprio nome vuole a tutti i costi dare la sensazione di grande dibattito interno e democraticità anche laddove i giochi sono fatti, con buona pace del dibattito e della democriticità, oltre che di Pannella.
Pannella, che viene escluso a causa della lettura cavillosa di un codicillo del regolamento che governa in perfetto stile burocratese il nuovo partito del centrosinistra. Se questa è la nuova grande casa riformista, cominciamo male, nota la Perri.

Allora la Perri, coerentemente, traccia il profilo dei perdenti (ancor prima che sia cominciata la tenzone) ai quai fanno seguito il profilo di Pannella e quello degli esclusi.

Il PD comincia davverocol piede sbagliato. 



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permalink | inviato da RiformistAlchemico il 3/8/2007 alle 12:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


1 agosto 2007

Pannella? Non passerà, come gli austriaci sul Piave (o come i sovietici in afghanistan)

Da L'Occidentale: www.loccidentale.it

L'Ufficio di presidenza del Partito Democratico ha deciso: PANNELLA NON PASSERÀ! La tutela del pluralismo democratico è stata garantita in modo esemplare dai tutori dell'ortodossia. Se il buon giorno si vede dal mattino, il nascente Pd sarà un baluardo inespugnabile per salvaguardare la nomenclatura oggi al potere da ogni possibile turbamento.
Per quanto Pannella sia oggettivamente un candidato scomodo e certamente non omogeneo ai desiderata dei dirigenti del Pd, la decisione del Politburo, pardon, Ufficio di Presidenza del Partito Democratico (sic) suscita spiacevoli associazioni. Ricordiamo che Marco Pannella nel 1990, in un articolo sull'Unità, propose ad Achille Occhetto di chiamare il nascente Pds proprio Pd, Partito Democratico, aggiungendo che se si fosse chiamato così lui si sarebbe iscritto il giorno seguente. Evidentemente allora il termine democratico, successivamente diffuso come la rucola nei piatti estivi, manteneva un carattere troppo liberale, aperto, quasi eversivo, e quindi inaccettabile per i dirigenti del morente Partito comunista italiano. Quasi vent'anni dopo, nonostante stia nascendo con il forcipe della burocrazia un partito con quel nome, la sua presenza rimane inaccettabile. Beninteso altro discorso sono i voti dei radicali, accettabilissimi per vincere le elezioni contro la destra liberticida.

Che sei persone componenti l'Ufficio di Presidenza del Partito Democratico possano decidere sulla ammissibilità dei candidati, appellandosi al “regolamento” e allo “spirito costituente del Pd”, è un'ulteriore conferma della volontà di blindare le primarie, proteggendo i pavidi segretari dei Ds e della Margherita. Il comma 4 dell’articolo 7, per chi di voi non conoscesse a memoria l’agile testo regolamentare , recita: “Non è ammessa la candidatura di persone notoriamente appartenenti a forze politiche o ad ispirazioni ideali non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito Democratico”. Rimaniamo in attesa di sapere in cosa gli “utili idioti” radicali e la Rosa nel pugno sono incompatibili con il Partito democratico, e se verranno coerentemente respinti al prossimo appuntamento elettorale.

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Sono, sono stato e rimarrò contrario alla pedofilia, per non parlare degli abusi sui minori

 

Carabiniere di Leva in congedo, sono dalla parte delle Forze Armate, dei CC in particolare

     

Informazione Libera: non assogettari alla stampa di regime




 

 


 

 




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Il mio Profilo Politico:
Repubblicano da sempre, il mio profilo politico è quello di un laico, riformista, libertario e radicale. Per questo motivo le mie preferenze oscillano tra:

e

La mia coscienza sociale, civile e politica mi ha fatto optare per l'adesione ai seguenti "progetti", "movimenti" e "aggregatori di blog":

  






 







Un po' di outing:
Sono un uomo dell'Occidente: come Oriana, ne difendo le ragioni





 

Io sto con Israele e non metterò in dubbio le mie idee

 
lo potrei fare solo se:  
1. Il Premier israeliano sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
2. Il Premier israeliano sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
3. Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
4. Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
5. I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie
palestinesi.
6. Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
7. I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
8. I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
9. I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
10. I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
11. I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
12. La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
13. I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
14. I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
15. I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
16. Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
17. Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
18. Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
19. Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
20. I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
21. I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
22. Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.


Questo pensiero è di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto da Camillo 
. Ringrazio entrambi. 



 Non posso non sostenere il Governo del Tibet in esilio
 

 

 

20 settembre 2006
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Le immagini che vedete sono per lo più tratte da internet. Se recano offesa a qualcuno o se ledono i diritti di chicchessia, me lo si faccia presente che le toglierò immediatamente.
In questo blog mi arrogo il diritto di trattare qualunque argomento frivolo o profondo a seconda del mio stato d'animo del momento. In questo blog c'è posto per tutti, i commenti non vengono vagliati ne censurati per cui non posso essere responsabile delle eventuali baggianate che utenti terzi e/o anonimi possano avere scritto costì.
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L'autore di questo blog si riserva il diritto di contraddirsi. Questo valga in qualsiasi momento e per qualsivoglia argomento.
Auguro buona lettura a tutti e grazie per essere passati di qua. 

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