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Diario


16 luglio 2009

Il G8, L'Aquila, Berlusconi ...

Il G8 a L'Aquila è stato indubbiamente un successo. Uno degli obiettivi centrati è stata l'assenza dei "giottini" con la loro propaggine esagitata, i tanto famigerati black block.


Stavolta la protesta non si è fatta sentire, le teste calde hanno evitato di rompere i coglioni. Eppure, mai come questa volta, stante la situazione di crisi globale, avrebbero potuto esserci le premesse perchè si verificassero disordini.

Che l'assenza di contestazioni, pacifiche o violente, al G8 de L'Aquila, sia stata un successo, lo rimarca anche "Il Riformista" che non è certamente un organo di stampa filogovernativo, quando afferma:
"un vertice finalmente senza bottiglie molotov e manifestazioni in tuta bianca, rappresenta forse uno dei maggiori successi di Berlusconi. Come lo era stato, sul piano politico, quello di aver lasciato fuori dal Parlamento i partitini comunisti."

Secondo l'articolo de Il Riformista, riportato dall'Istituto Bruno Leoni, i motivi di questa assenza possono essere diversi:

1) rispetto da parte dei no-global per una città, L'Aquila che dopo il terremoto, non poteva certo permettersi anche l'uragano dei pacifisti per niente pacifici. Se così è, tanto di cappello per la scelta geniale del Berlusca ma attenzione per il G20 di Pittsburgh.

2) la crisi è talmente profonda e i giottini si sentono talmente lontani dalle posizioni dei Governi occidentali che si sono sentiti costretti a gettare la spugna. Io personalmente non credo che sia così. I contestatori più caldi, i giottini alla Caruso, tanto per intenderci, e i black block: degli autentici "terroristi" con tanto di bottiglie molotov e passamontagna, non si arrendono di fronte a nulla... anzi, il sentirsi inermi, non farebbe altro che far esplodere esponenzialmente la loro rabbia e la loro voglia di distruzione ... tanto sono teste di cazzo.

3) C'è una sorta di allineamento coi leaders occidentali (Obama in primis) in modo tale da far sì che anche i più accesi no-global si sentano quasi rappresentati da Governi che cominciano ad avere a mente le questioni del "sud del mondo". Anche in questo caso io prsonalmente non sono convinto che sia bastata l'elezione di Obama e le dichiaraizoni di alcuni Paesi europei a raccogliere consensi tra gli oppositori dell'economia globale. Magari qualche giottino in buona fede ma non certo i soggetti di cui si diceva più sopra ...  altro che Obama, questi si calmerebbero si e no se alla guida degli States ci fosse Osama ... (cambio di consonante ...) 

4) Una quarta possibilità è che i giottini siano cresciuti e abbiamo compreso ... riporto, a scanso di equivoci, un capoverso dell'articolo de Il Riformista:
"Ben diversa sarebbe la situazione, se almeno un pezzo del popolo antiglobalizzazione si fosse stancato della piazza per altri motivi. Ovvero, se alcune delle persone in buona fede che da anni rantolano slogan contro la liberalizzazione degli scambi, si fossero chetate in ragione di una riflessione nuova. Se avessero capito come le parole d'ordine che scandivano manifestando avanti i McDonald's, implicavano in realtà tutto fuorché ciò che ciascuno di loro, intimamente, si augura. Non tante porticine aperte verso un mondo migliore. Ma buone intenzioni che lastricavano la via verso l'inferno. 
 
Anche questa possibilità mi sembra remota. Alcuni, certamente, saranno rinsaviti, quelli intelligenti ma ancora immaturi e avranno messo via: chi il passamontagna, chi la Kefiah, chi lo straccio multicolore ma i più si potrebbero far rinsavire solo con sedute massive dallo psicoterapeuta (che non faranno...) o con degli elettroshock.

Per questi motivi io pervengo alle medesime coclusioni de Il Riformista: i no-global e i loro bracci armati, hanno, probabilmente, avuto pietà della Città dell'Aquila (o, aggiungo io, non pensavano che ci fosse rimasto qualcosa da distruggere...)  e stanno semplicemente affilando le armi (ossia riempiendo di benzna le bottiglie molotov...) per la prossima kermesse.

Fonte:












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Sono un uomo dell'Occidente: come Oriana, ne difendo le ragioni





 

Io sto con Israele e non metterò in dubbio le mie idee

 
lo potrei fare solo se:  
1. Il Premier israeliano sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
2. Il Premier israeliano sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
3. Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
4. Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
5. I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie
palestinesi.
6. Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
7. I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
8. I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
9. I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
10. I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
11. I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
12. La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
13. I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
14. I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
15. I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
16. Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
17. Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
18. Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
19. Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
20. I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
21. I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
22. Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.


Questo pensiero è di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto da Camillo 
. Ringrazio entrambi. 



 Non posso non sostenere il Governo del Tibet in esilio
 

 

 

20 settembre 2006
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