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Riforme? Formule alchemiche!


Diario


7 novembre 2007

In un Paese dove non si dimette mai nessuno per nessun motivo ...

... neppure se quel tal nessuno è stato pescato con le mani nella più putrescente marmellata ... le dimissioni di Daniele Capezzone da Presidente della Commissione Parlamentare sulle Attività Produttive e, conseguentemente, dal Gruppo della Rosa nel Pugno sono indice di coerenza e onestà intellettuale.

QUI IL LINK ALLA NOTIZIA

C'è chi dice che Capezzone abbia raggiunto un accordo con Berlusconi e che alle prossime elezioni si presenterà indubitabilmente col centro destra.

Capezzonazionale non smentisce e non conferma...
i termini della sua (presunta ma non troppo) alleanza col centrodestra non sono ancora pubblici:
semplice candidatura in seno a Forza Italia? (molto probabile)
fondazione di un nuovo partito di centro destra (magari grazie alla fusione con altre forze libertarie)?

Chi vivrà vedrà.

Io non concedo (più) la mia fiducia in bianco... l'ho già fatto una volta con Forza Italia della prima ora ... l'ho fatto una seconda volta con la Rosa nel Pugno, rivelatasi, poi, una Resa nella Pugnetta.
Dicono che non ci sia due senza il tre ... ma io degli aforismi da battaglia



ME NE FREGO


8 ottobre 2007

Tassa Piatta? Sì, certo, piatta, come l'elettroencefalogramma di questo Governo...

Tassa Piatta al 20%: una delle 13 proposte di DECIDERE per la "rivoluzione fiscale" ormai divenuta indispensabile (checchè ne dica il "bamboccione") per risollevare le sorti di questo disastrato paese.

Antonio Martino, uno dei pochi (pochissimi) esponenti realmente liberali e liberisti della Casa delle Illibertà, risponde ad alcune domande pubblicate su LibMagazine:

Antonio Martino risponde
A.DiCarlo - Professor Martino, la flat tax può essere una delle ricette da adottare per far ripartire l'economia italiana?

Martino - Assolutamente sì, perchè adottare un sistema basato su un'unica aliquota - oltre all'enorme vantaggio che ha in termini di semplificazione dell'ordinamento tributario - ha anche quello di scoraggiare le spese legate a trovare modi legali per eludere il fisco, quindi a scoraggiare l'elusione e l'erosione, nonché ad incoraggiare la produzione di reddito, l'investimento, il risparmio, il lavoro che restaura gli incentivi di mercato. Mettetevi nei panni di un contribuente che ha una aliquota marginale del 50%: se produce un milione gli resta 500.000, mentre se elude un milione gli resta un milione, quindi per lui eludere vale il doppio che produrre e dedicherà il doppio degli sforzi ad eludere anziché a produrre. Se noi abbassiamo l'aliquota, e ne adottiamo una sola al 20%, si pone fine a questo circolo vizioso.


A.DiCarlo - Come si riesce a rendere compatibile la tassa piatta con il principio di progressività?

Martino - La progressività - su cui la nostra Costituzione fonda il sistema tributario - può essere realizzata sia con un sistema a pluralità di aliquote che vanno via via salendo, come quello attualmente in vigore, che con una unica aliquota, poiché, grazie ad una fascia di reddito esente ed al meccanismo delle detrazioni ed esenzioni, il sistema resta progressivo.


A.DiCarlo - Ha qualche rimpianto per l'esperienza dell'ultimo governo Berlusconi, per non aver sufficientemente affrontato la materia fiscale?

Martino - Devo dire - pur non essendo quello tributario il settore di mia compentenza nello scorso esecutivo - che avrei preferito maggior coraggio in materia fiscale. Devo però dire per obiettività che non è stata responsabilità di Berlusconi, non è stata responsabilità di Forza Italia. Berlusconi voleva realizzare riforme molto più coraggiose ma sono stati i nostri alleati che si sono opposti. Purtroppo abbiamo ancora molta strada da fare per far capire alla gente che se vogliamo davvero far pagare le tasse ai ricchi le aliquote alte devono diminuire, poiché se restano alte non le paga nessuno. D'altronde, queste maledette aliquote alte non è che fruttino poivtanto visto che il gettito di tutte le imposte dirette in Italia rappresenta meno del 10% del PIL. Dunque, questo sistema nominalmente e ferocemente progressivo, di fatto, non frutta niente poiché, i contribuenti ricchi riescono regolarmente ad evitare la tassazione.

di Alessio di Carlo


Un'intervista brevissima ma estremamente significativa.
Voglio sottolineare due punti interessanti:

1) se vogliamo veramente che le tasse vengano pagate dobbiamo ridurre l'impatto fiscale. Uno stato onesto crea contribuenti onesti. Uno stato esoso induce all'evasione!!! Le tasse (bellissime o meno, caro bamboccione) servono per pagare i servizi pubblici. Non dovrebbero essere viste come un sistema per la redistribuzione del reddito. Io sono contrario alla progressività del sistema fiscale ma tant'è...
Tassa piatta al 20% e federalismo fiscale: le due sole manovre che potranno dare nuova linfa al sistema!!!

2) Il centrosinistra si è dimostrato palazzinaro, clientelare, controriformista e profondamente illibertario. Il centrodestra è molto migliore???


27 settembre 2007

Bravi, bravissimi i Radicali, li seguo sa sempre, ma...

Ricevo da Rita Bernardini la seguente email che chiama al tesseramento... (cosa buona e giusta).

""""""Caro amico, cara amica,

in tempi di V-Day e libri sulla Casta da 1 milione di copie vendute, la notizia dell'approvazione di riforme del bilancio della Camera dei Deputati volte al risparmio dei soldi dei cittadini, all'innovazione tecnologica, alla conoscibilità di bilanci, di presenze e assenze dei deputati e in generale a una maggiore trasparenza dell'attività parlamentare, dovrebbe essere di una qualche interesse per la stampa. Così tuttavia non è, forse perché autori di quelle proposte sono stati i parlamentari radicali.

La Camera dei Deputati ha approvato ieri alcune delle proposte (qui puoi torvarle tutte ) presentate dai radicali in ottemperanza alla mozione del Comitato di Radicali Italiani del 30 giugno scorso . Invece di andare in vacanza, i radicali hanno lavorato per far sì che alla riapertura della Camera dei deputati dopo la pausa estiva, quella mozione fosse tradotta in realtà. Sono tutti uguali?

Sembra insomma che la colpa dei radicali sia quella di non essere come tutti gli altri. Lo scrive anche Gian Antonio Stella nel suo libro: "Esclusi i radicali, gli unici che hanno speso sempre più di quanto poi incassavano: l'eccezione per una regola che dimostra in modo abbagliante come le forze politiche, negli ultimi anni, abbiano davvero esagerato". "La Casta", di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, Rizzoli – 2007.

Anche per te quindi "tanto sono tutti uguali"? I ladri e chi è derubato? Chi corrompe e chi denuncia la corruzione? Chi vaffa day e chi concretamente fa qualcosa per far cambiare le cose?


Non c'è molto tempo. I radicali rischiano di fallire, come impresa politica, come organizzazione di idee e di lotte. Basterebbe poco. Basterebbe la tua iscrizione, libera privata e volontaria, insieme a quella di tanti altri. Un gesto rivoluzionario nell'Italia di oggi, dei partiti monotessera, dove tutto è finanziamento pubblico, 8 per mille, privilegio, iscrizione inconsapevole (come quelle dei pensionati ai sindacati).

Se vuoi, come diceva Gandhi, "essere il cambiamento che volete vedere nel mondo ", puoi partire da qui, con noi:

Iscriviti o versa un contributo a Radicali Italiani


Le proposte approvate dal Parlamento:

Dal sito della Camera dei deputati

INNOVAZIONE TECNOLOGICA:

1) Il servizio di diffusione via satellite del canale televisivo satellitare è attualmente fornito da RAI Way che non è proprietaria di canali satellitari, si chiede di affittare direttamente dalle società di gestione, il canale satellitare, superando l'intermediazione di RAI Way. (accolto come raccomandazione)

2) si chiede che siano videoregistrati integralmente i lavori delle Commissioni e resi disponibili oltre che sul canale satellitare, anche sul sito web e su piattaforma aperta 'peer to peer'; (accolto, decisione subordinata a piano di fattibilità e costi)

3) Si chiede l'implementazione della programmazione televisiva sul canale satellitare della Camera, arricchendo la diffusione dell'attività parlamentare e di eventi esterni all'istituzione, ma inerenti l'attività politico-parlamentare, nonché la realizzazione di un palinsesto organico e costante, anche attraverso l'acquisizione di produzioni realizzate da imprese esterne. (accolto, decisione subordinata a piano di fattibilità e costi)

RISPARMIO:

1) La Camera ogni anno spende circa 8 milioni e 700 mila euro per la stampa degli atti parlamentari e quotidianamente si vedono gettati enormi quantità di tali documenti cartacei; si chiede l'immediata valorizzazione dei servizi on-line, così come già avviene al Parlamento europeo, garantendo comunque gli stampati per chi ne fa espressa richiesta. (accolto, passaggio già parzialmente in atto)

2) si chiede la cessazione dei privilegi ai deputati cessati dal mandato così come avviene per i deputati europei a partire dai viaggi gratuiti su autostrade, ferrovie, aerei e navi sul territorio nazionale. (accolto, previa verifica possibilità)

3) Attivazione del sistema di telefonica 'VoiceIp' su tutte le linee in uso alla Camera dei deputati; (accolto come raccomandazione, previa verifica fattibilità e risorse necessarie)

4) Si chiedono immediate direttive finalizzate al risparmio energetico con sostituzione di tutte le lampadine da alto consumo a basso consumo; verifica dei costi/benefici di un adeguamento dell'impianto di illuminazione per ogni ufficio con sistemi di rilevazione automatica di presenza di persone, volti al risparmio, come già avviene negli uffici del Parlamento europeo di Bruxelles e Strasburgo. (accolto)

5) Estensione dell'utilizzo dei Software 'Open Source' gratuiti a tutte le macchine informatiche dei deputati, dei Gruppi Parlamentari e dell'amministrazione della Camera, (accolto come raccomandazione)

6) Raccolta differenziata finalizzata al riciclo della carta in tutti i palazzi della Camera dei deputati. (accolto)

TRASPARENZA

1) Si ritiene di fondamentale importanza dare la possibilità ai cittadini di conoscere l'attività delle istituzioni elettive ed in particolare della Camera dei deputati e dei singoli Deputati, purtroppo si registrano barriere di varia natura circa l'accessibilità e la trasparenza di suddetti dati, che dovrebbero essere pubblicati in formati standard, liberi e aperti (es. XML); si considera necessario, al fine dell'implementazione dell'e-democracy, l'ampliamento e aggiornamento della pubblicazione in rete degli atti e delle attività istituzionali; per queste ragioni le richieste sono quelle di ad aggiornare ed ampliare il portale della Camera dei deputati rendendo accessibili tramite formati aperti, liberi e standardizzati i seguenti dati:

  • bilancio della Camera dei deputati con allegati

  • composizione dell'istituzione

  • presenze e comportamento di voto dei Deputati

  • atti presentati in tutte le articolazioni dell'istituzione

  • iter e loro conclusione

  • atti adottati dalle singole articolazioni dell'istituzione (Gruppi e Commissioni)

  • gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo

  • dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari (e aggiornamenti)

  • dichiarazione dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile

  • registro delle spese oggetto di rimborso forfettario o documentato (staff, telefoniche, ufficio, viaggi, dotazioni informatiche, ecc);

  • spese elettorali sostenute e i rimborsi elettorali dei gruppi parlamentari

  • email, numero di telefono e di fax dell'ufficio del deputato

(accolto con riformulazione)

2) Molti dei dati pubblicati sul sito web della Camera sono disponibili solo in formato Pdf, si richiede di risolvere il problema dell'accessibilità e dell'adeguamento tecnologico in formati standard aperti e liberi (es. formato XML) dei dati pubblicati. (assorbito dal precedente)

3) Contro il voto dei 'pianisti', illegale, si chiede il sistema di riconoscimento biometrico per l'identificazione del deputato sul sistema di voto. Il lettore biometrico può essere utilizzato all'inizio di ogni votazione, anche solo per l'attivazione della postazione, procedendo quindi con gli attuali pulsanti per l'espressione del voto; tale procedura garantisce gli attuali livelli di segretezza del voto e la sicurezza del riconoscimento al 100 per cento. (accolto come raccomandazione, previa verifica fattibilità tecnica e onere di spesa)


Rita Bernardini
Segretaria di Radicali Italiani

Elisabetta Zamparutti
Tesoriera di Radicali Italiani



Ora, i Radicali meritano rispetto e plauso sono tra le poche (non le sole, per la verità) forze politiche "pulite" (intendendo con l'aggettivazione una miriade di significanze...) . Il mio tesseramento lo meriterebbero (e, novesudieci, lo otterranno senz'altro) ma...
ma prima volgio vedere come va a finire questa coalizione con Prodi e con questa sgangherato governo prono e supino su posizioni di estrema sinistra, sempre posto tra l'incudine di uno sfacciato clericalismo e il martello (con tanto di falce) del massimalismo più "sinistro".
Ho seguito la vicenda che ha portato Capezzone alle dimissioni da segretario dei RI e a fondare il network DECIDERE.NET.
Debbo dire che parteggio per Capezzone!

Sono curioso di vedere se, dopo l'evidente illiberismo e conservatorismo di questo governo, dopo i (mal)trattamenti subiti dai radicali ad opera degli alleati, dopo la mancata applicazione delle azioni promesse in campagna elettorale, dopo l'esclusione di Pannella-Bonino dalla competizione per la presidenza dell'ircocervo (ossia l PD), i radicali rinsaviranno e si toglieranno finalmente dalle balle di questa coalizione di maggioranza... oppure no!

Capezzone l'ha già fatto e va propugnando 13 punti basati su concetti liberali e riformisti. Ora voglio vedere i Radicali se risponderanno all'appello o se rimarrano in qualche modo attaccati al carrozzone della banda Frodi.


7 settembre 2007

DECIDERE.NET 13 cantieri per una politica ad alta velocità





Daniele Capezzone ha “aperto” un movimento-contenitore (non è ancora un partito ne io so se mai lo diventerà), una sorta di “network” di stampo liberale, riformista, libertario e laico.

Il movimento nasce perché l’esperienza Rosa nel Pugno sembra essersi esaurita in modo fallimentare con Boselli che pensa alla ricostruzione del partito socialista assieme a De Michelis, Valdo Spini e altri in un nuovo (???) partito che accolga (dialoghi con?) Mussi, Angius e altri fuoriusciti dai DS non convinti o delusi dall’ircocervo PD.

I radicali (partito nel quale Capezzone attualmente milita anche se tirano arie di diaspora), dal canto loro, si stanno comportando in modo piuttosto ambiguo (e, a mio avviso, poco coerente sia in rapporto alla loro proposta politica che al mandato degli elettori).

Ai radicali, Capezzone contesta il fatto che continuino imperterriti a supportare (sopportare) il governo Prodi nonostante che si sia dimostrato assolutamente refrattario a qualsivoglia riforma del sistema (fiscale, pensionistico, del lavoro, etc.) , riforme che, peraltro, facevano parte del programma dell’Ulivo e che, sole, stavano alla base dell’appoggio, decisivo, dei radicali alla coalizione di governo.

Prodi non solo non mantiene le promesse a suo tempo fatte ad alleati e all’elettorato ma relega i radicali e le loro politiche laiche e riformiste in un angolino dando spazio (forse perché sotto “ricatto politico”) alle sinistre comuniste e massimaliste (che, peraltro, sono a pieno titolo costituenti l’aggregazione di maggioranza).

Capezzone, dopo aver sollevato a più riprese il problema in seno ai Radicali Italiani, ottenendo giusto il fatto di essere sollevato egli stesso dalla carica di segretario del partito che passa a Rita Bernardini, fonda il movimento DECIDERE.NET che si propone di aggregare le forze liber-ali-rtarie-iste-aldemocratiche-alsocialiste, laiche e riformiste (non necessariamente fuse in un solo partito politico) sulla base della convergenza su alcune tematiche per le quali propone delle “ricette” molto concrete e reali.

I punti che DECIDERE.NET prende in considerazione sono 13 che rappresentano altrettanti cantieri per una proposta politica atta a realizzare quelle riforme di cui il nostro Paese assolutamente necessita.

I primi due dei 13 punti presi in considerazione da Capezzone parlano più che di riforma, di una vera e propria rivoluzione fiscale: 1. flat tax al 20%; 2. Federalismo fiscale (tema di cui TUTTI sono andati cianciando da alcune legislature ad oggi, per cui NESSUNO ha ancora fatto qualcosa).

Per quanto attiene al punto 1, questo è l’abstract della proposta di DECIDERE:

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile
Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).
Va osservato che:
a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile;
b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori;
c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonchè della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse)

Ergo: aliquota unica, niente più cervellotici scaglioni con percentuali differenti per diverse fasce di reddito. Un’aliquota sola che riduce il carico fiscale per tutti!!!!

Uno dei commenti che più frequentemente mi capita di incontrare tra gli osteggiatori della flat-tax è quella che un ricco (generalmente il paragone viene fatto direttamente con berlusconi, il satana, il grande baal di tutti i ricchi, l’emblema del male impersonificato e fattosi conto in banca e rete televisiva) pagherebbe le tasse al 20% così come la badante, il piccolo commerciante, il piccolo artigiano e questo viene “bollato” come ingiusto.

A me l’obiezione lascia, sinceramente, di stucco. Un “ricco” che guadagna 500.000 euro all’anno verserebbe al fisco 100.000 euro mentre una persona non ricca che ne guadagna 50.000 ne verserebbe 10.000 (che è 10 volte meno del versamento del “ricco” che, peraltro, guadagna 10 volte di più).

Senza considerare che verrebbe definita anche una “no tax area”, ossia un valore di reddito annuo al di sotto del quale non si pagherebbe alcunché al fisco. (per me una no tax area decente potrebbe essere quella che arriva fino a 12.000 euro di reddito all’anno).

Senza considerare il principio che il ricco, il non-ricco e il povero, pagano cifre differenti a fronte del medesimo servizio da parte dello Stato… per cui: chi guadagna di più (e, magari, perché no, è anche più bravo nell’espletare il suo lavoro) paga di più per avere la medesima cosa…

Ma in alcuni commenti, dicevo, vige l’italica (?) attitudine a non guardare al proprio bene ma preoccuparsi soprattutto del non-bene altrui…

Una riduzione dell’imposizione fiscale forte come quella che deriva dall’abbattimento delle aliquote al 20%, lascerebbe libere le risorse economiche, prima drenate dal fisco, per effettuare investimenti personali e aziendali, con grande beneficio di imprese e famiglie, indipendentemente da ciò che succederebbe a casa del Berlusca.

L’ottenimento della progressività nell’applicazione dell’imposta (principio sancito dalla Costituzione ma che a mio avviso non è né democratico né efficiente…) sarebbe perseguito attraverso la rimodulazione del sistema di deduzioni e detrazioni fiscali che verrebbero aumentate per i redditi più bassi e abbassate per quelli più alti.

In effetti, va detto (come mi sottolineava un frequentatore del forum di DECIDERE che ha lo pseudonimo TELLO) che la Corte di Cassazione ha decretato che il sistema impositivo in generale deve essere improntato a criteri di progressività, non è necessario ricercare la progressività in ogni singola tassa.

E’ altresì vero che l’IRPEF (così come l’IRPEG) rappresentano una parte importantissima del sistema fiscale per cui, se vogliamo dare progressività al sistema (ed essere in linea con il citato art.53) non possiamo non considerarla anche all’interno dell’imposizione sulle persone fisiche e giuridiche.

Ma io non concordo minimamente nel ritenere il principio di progressività del sistema fiscale corretta, democratica, o semplicemente efficiente.

Capisco che risponda a una volontà di redistribuzione del reddito, ma penso anche che sia un principio inadeguato ai tempi e fondamentalmente scorretto.

Sono convinto che già il principio di proporzionalità (per cui ciascuno paga una percentuale del suo reddito effettivo) sia più che sufficiente. Il pensare di aumentare l’aliquota impositiva al crescere degli scaglioni di reddito, oltre a non avere nessuna logica a sostegno (se non la mera volontà redistributiva), risulta essere penalizzante per tutti quelli che, lavorando di più e meglio, vogliono aumentare le proprie entrate.

In questo senso, l’incremento delle aliquote ha il nefando effetto di frenare la libera iniziativa e di rendere meno appetibile (e quindi meno praticato) qualsiasi sforzo personale per arrivare a livelli di reddito (e quindi di produttività) più elevati, il tutto incidendo sulla produttività generale del sistema.

La progressività delle aliquote, oltre ad essere piuttosto iniqua (parere personale) risulta essere penalizzante per l’intero sistema economico oltre che illiberale e illibertaria.

Va detto, infine, che aliquote troppo elevate per redditi elevati rappresentano una “spinta” significativa all’evasione fiscale mentre non è un mistero che ad “aliquote oneste corrispondano contribuenti onesti”. Al di là degli slogan, va effettivamente considerato il fatto che la riduzione delle aliquota a un’imposta piatta del 20% renderebbe indubbiamente meno appetibile il ricorso all’evasione fiscale e, per questo motivo, anche meno praticato.

Sempre TELLO che si è occupato a lungo di giuslavorismo ed è persona particolarmente preparata, caldeggiava addirittura l’introduzione della lump sum tax , ossia di una tassa pari a una cifra definita per ciascun tipo di professione indipendentemente da quanto la persona guadagni nello specifico. Ad esempio: la professione di avvocato pagherebbe 30.000 euro all’anno indipendentemente dal reddito effettivo, quello della lavandaia 10.000 euro e così via… (chi guadagna di più all’interno della medesima categoria è perché è più bravo o più volenteroso per cui si “intascherebbe” la differenza nell’imposizione rispetto ai colleghi meno performanti con benefici personali e “di sistema”).

A me l’idea della lump sum tax non piace affatto e la ritengo poco praticabile (anche se gli studi di settore, TELLO docet, altro non sono che lump sum tax mascherate e modificate…).

Mi accontenterei della flat-tax al 20%, affiancata dal federalismo fiscale, dalla riduzione delle spese pubbliche e lotta alle inefficiente (risparmio preventivabile 1% all’anno), dall’introduzione della responsabilità patrimoniale per i pubblici amministratori (chissà che non si impegnino di più).

La rivoluzione fiscale è possibile… ma non la praticherà certo il PD…


3 agosto 2007

Capezzone prende (definitivamente?) le distanze da Pannella, Bonino, Bernardini & Co.

In questa intervista di Emiliano Massimini su "Confronti.it" (http://www.confronto.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1064&Itemid=27) a Daniele Capezzone si intravede abbastanza chiaramente il disegno di alleanze che ha in mente l'esule dei Radicali.
Il sunto sembra essere: preso atto che a sinistra per i riformisti non c'è trippa per gatti (e direi che le manovre di questo governo, almeno quelle fino ad ora effettuate, lo stanno pienamente a dimostrare), vediamo di cercare alleanze nel centro destra per costituirne l'anima libertaria.

Credo che Capezzone "si tirerà dietro" un bel gruppetto di radicali scontenti e di radicali pragmatici, stufi di fare da utili idioti per Prodi e Russo Spena e non disposti a diventare portatori di acqua per Veltroni, Fassino, D'Alema, Rosi Bindi, Rutelli e Parisi.

Io sono personalmente convinto che, se alleanza nei poli debba esserci, questa non possa che avvenire in seno al centro destra (non credo nel progetto politico del PD così come sembra emergere da questi primi passi e viste le forze componenti dello stesso) a fianco delle componenti libealriformiste di FI, AN e ai vari gruppi liberali di PRI, PLI, RL, etc. Sono anche convinto che la coalizione liberalriformista (che costituirebbe la "quinta colonna" del centro destra dopo FI, AN, Lega, UDC (?) ) avrà il suo bel daffare a far prevalere idee e politiche laico-riformatrici.

Sarebbe estremamente significativo (e, forse, indispensabile) che anche le forze riformiste laiche e liberali o liberalsocialiste, oggi inserite nell'arido tessuto del centro sinistra, dialogassero coi liberali di destra per costituire un movimento riformista in grado di incidere sulla vita politica ed economica del Paese. Ma sembrerebbe, a questo proposito, che i liberalsocialisti sarebbero disposti a coagularsi con salmoni, capezzoni, liberali e repubblicani ma non in seno al centrodestra.

Forse i liberalsocialisti sarebbero disposti a fare "casa comune" coi liberalriformisti di centro e di destra, ma fuori dai poli attuali, posizionando la proposta laica-riformatrice come una sorta di "terza via", di terzo polo. Peccato che nessuno, in casa RL e Capezzoniani, voglia sentir parlare di terzo polo... e forse hanno anche ragione: bisogna vedere la riforma elettorale cosa recita, quali saranno gli sbarramenti etc. Ma forse , indipendentemente dalla legge elettorale, col voto polarizzato, mettersi al di fuori dei poli equivale a fare hara kiri...

Che casino per noi laici libertari e riformisti. Spezzettati in tanti movimenti e partitini ciascuno da "zerovirgola", sballottati un po' di qua e un po' di la, schiacciati dai grandi partiti della conservazione e dai loro suffragi figli di rendite di posizioni da far prevalere, di privilegi da difendere, di logiche palazzinare da sostenere, di voti di scambio, di nepotismi, di regalie, di concussioni e corruzioni, di concessioni ai poteri forti (grandi gruppi industriali, grandi enti della finanza, cooperative, sindacati). Che possibilità abbiamo di vedere attivare delle riforme? 
Dobbiamo arrivare veramente al crack economico (e poi politico e sociale) del nostro Paese per vedere i cambiamenti radicali di cui abbisognamo?

Beh, ragazzi, coraggio, mica ci siamo così lontani dal default-paese... 

 


1 agosto 2007

Decidere.net? Mi piace! Sì, mi piace.



13 CANTIERI PER UNA POLITICA AD ALTA VELOCITA'

Abbiamo deciso di impegnarci su una serie di questioni concrete, non solo elencando problemi, ma indicando soluzioni precise e praticabili. Chiediamo a tutti (singoli cittadini, gruppi, associazioni) di aderire da subito, di manifestare il proprio interesse e la propria disponibilità a "mettersi in rete" con noi, a entrare nel network in ogni forma possibile: sul piano territoriale e/o per via telematica, eventualmente anche selezionando il tema o i temi preferiti. Ricontatteremo tutti in tempi rapidi: per organizzarci sul territorio e online, per convocare i primi appuntamenti in giro per l'Italia, per iniziare a lavorare insieme su questi obiettivi.
Crediamo nel bipolarismo, molti di noi auspicano un netto bipartitismo, e quindi sceglieremo. Ma lo faremo proprio sulla base di queste priorità. Certo, siamo delusi dal comportamento dei due maggiori schieramenti nelle loro rispettive occasioni di Governo: e perciò apriamo questi 13 cantieri, per una politica ad altà velocità, pronti a collaborare con chi sarà davvero (con i fatti, e non solo a parole!) determinato a farlo insieme a noi.

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile
Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).
Va osservato che:
a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile;
b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori;
c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse)

2. Federalismo fiscale e competitivo
Puntiamo a:
-un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico;
-possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, per favorire la competizione

3. Presidenzialismo
Presidenzialismo sul modello americano o francese. Una sola Camera con 500 deputati eletti con sistema maggioritario. Abolizione delle province.

4. La "società della scelta" per scuola, sanità e università
Credito d'imposta per le spese sanitarie e di istruzione (scuola e università)

5. Privatizzazioni
Privatizzazione vera di Rai, Ferrovie, Alitalia, Poste, servizi pubblici locali. Nel primo anno di Governo, José Maria Aznar privatizzò le 29 maggiori aziende pubbliche spagnole.

6. Responsabilità patrimoniale del pubblico amministratore
Responsabilità patrimoniale del pubblico amministratore: chi sbaglia e arreca un danno, paghi.

7. Semplificazione burocratica e "impresa in un giorno"
Apertura immediata delle nuove imprese ed ulteriori sburocratizzazioni

8. Riforma delle pensioni e ammortizzatori sociali: modello welfare to work
Pensioni: età pensionabile a 65 anni per uomini e donne (con salita graduale di un anno ogni due anni, fino ai 65 anni nel 2018: a quel punto, ogni anno ci sarebbe un risparmio di 7 miliardi di euro). Con queste risorse, realizzazione di una vera rete di ammortizzatori sociali: sostituzione dei miseri ammortizzatori esistenti (che tutelano 17 lavoratori licenziati su 100) con un ammortizzatore unico di un anno

9. Statuto dei lavori
E' l'idea originaria di Marco Biagi e Tiziano Treu del 1997 che viene ora ripresa dal Libro Verde della Commissione Europea sul futuro del diritto del lavoro (novembre 2006). Regime universale delle tutele minime (compresi gli ammortizzatori).

10. Detassazione del lavoro straordinario e aumenti salariali legati all'andamento dell'azienda
Detassazione del lavoro straordinario, rendendo l'operazione conveniente sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Aumenti salariali legati all'andamento dell'azienda: è possibile legare la parte variabile dei salari ai risultati raggiunti e alla produttività.

11. Abolizione del sostituto d'imposta per i lavoratori dipendenti
Possibilità per il dipendente di optare per il versamento in proprio dell'imposta senza avvalersi del sostituto.

12. Superamento degli ordini professionali
Superamento degli ordini professionali, per rendere più aperto l'accesso alle professioni.

13. Abolizione valore legale titolo di studio e valutazione dei docenti
Abolizione del valore legale del titolo di studio, e valutazione dei docenti di ogni ordine e grado (con messa online dei relativi risultati, sul modello inglese).

[Salvatore Abbruzzese, Chiara Battistoni, Annamaria Bernardini De Pace, Stefano Caliciuri, Edoardo Camurri, Daniele Capezzone, Stefano Carluccio, Luigi Castaldi, Giuliano Cazzola, Luigi Crespi, Stefano De Luca, Alessandro De Nicola, Filippo Facci, Gian Maria Fara, Giuliano Gennaio, Guido Gentili, Ettore Gotti Tedeschi, Francesco Grillo, Giordano Bruno Guerri, Michael Ledeen, Vittorio Macioce, Maria Giovanna Maglie, Pio Marconi, Benedetto Marcucci, Carla Martino, Michel Martone, Primo Mastrantoni, Anna Mazzone, Guido Meak, Piero Melograni, Barbara Mennitti, Alberto Mingardi, Daniele Nahum, Francesco Nardi, Giovanni Orsina, Pietro Paganini, Giancarlo Pagliarini, Gaetano Pellicano, Giuseppe Pennisi, Riccardo Pugnalin, Federico Punzi, Giorgio Rebuffa, Andrea Romano, Florindo Rubbettino, Sergio Scalpelli, Alessandra Servidori, Paola Severini, Luca Solari, Carlo Stagnaro, Roberta Tatafiore, Michele Tiraboschi]

Ricomincio da 13, direbbe Verdone...


1 agosto 2007

Pannella? Non passerà, come gli austriaci sul Piave (o come i sovietici in afghanistan)

Da L'Occidentale: www.loccidentale.it

L'Ufficio di presidenza del Partito Democratico ha deciso: PANNELLA NON PASSERÀ! La tutela del pluralismo democratico è stata garantita in modo esemplare dai tutori dell'ortodossia. Se il buon giorno si vede dal mattino, il nascente Pd sarà un baluardo inespugnabile per salvaguardare la nomenclatura oggi al potere da ogni possibile turbamento.
Per quanto Pannella sia oggettivamente un candidato scomodo e certamente non omogeneo ai desiderata dei dirigenti del Pd, la decisione del Politburo, pardon, Ufficio di Presidenza del Partito Democratico (sic) suscita spiacevoli associazioni. Ricordiamo che Marco Pannella nel 1990, in un articolo sull'Unità, propose ad Achille Occhetto di chiamare il nascente Pds proprio Pd, Partito Democratico, aggiungendo che se si fosse chiamato così lui si sarebbe iscritto il giorno seguente. Evidentemente allora il termine democratico, successivamente diffuso come la rucola nei piatti estivi, manteneva un carattere troppo liberale, aperto, quasi eversivo, e quindi inaccettabile per i dirigenti del morente Partito comunista italiano. Quasi vent'anni dopo, nonostante stia nascendo con il forcipe della burocrazia un partito con quel nome, la sua presenza rimane inaccettabile. Beninteso altro discorso sono i voti dei radicali, accettabilissimi per vincere le elezioni contro la destra liberticida.

Che sei persone componenti l'Ufficio di Presidenza del Partito Democratico possano decidere sulla ammissibilità dei candidati, appellandosi al “regolamento” e allo “spirito costituente del Pd”, è un'ulteriore conferma della volontà di blindare le primarie, proteggendo i pavidi segretari dei Ds e della Margherita. Il comma 4 dell’articolo 7, per chi di voi non conoscesse a memoria l’agile testo regolamentare , recita: “Non è ammessa la candidatura di persone notoriamente appartenenti a forze politiche o ad ispirazioni ideali non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito Democratico”. Rimaniamo in attesa di sapere in cosa gli “utili idioti” radicali e la Rosa nel pugno sono incompatibili con il Partito democratico, e se verranno coerentemente respinti al prossimo appuntamento elettorale.


7 giugno 2007

Per Padoa Schioppa una serata in Parlamento del tutto "Speciale"

 Mi pare che In questa, ancora confusa, vicenda emergano alcuni punti fermi:
1) l'atto di "sfiducia" contro il gen. Speciale e la sua rimozione non sono state motivate, tant'è vero che la Corte dei Conti non ha ancora ratificato l'atto stesso. Il Governo si è degnato di relazionare il Parlamento solo dietro richiesta dell'Opposizione.
2) l'atto di sfiducia inoltrato al Generale Speciale Comandante della Guardia di Finanza con successiva reprimenda parlamentare da parte del Min. Padoa Schioppa non ha precedenti nella storia repubblicana.
3) Se la stessa cosa l'avesse fatta Berlusconi avremmo un miglione di co......  cortei ad parte di esagitati multicolori a urlare: "leggi ad personam, leggi ad personam", "attentato alla repubblica, alla costituzione, alla libertà, allo stato, alla democrazia", alla magistratura, all'arma della finanza", "berluscones berluscones",  "previti, previti", e altre robette del genere...


Io ho votato la Rosa nel Pugno e mi piacerebbe che Marco Pannella, oltre all'informarmi puntualmente con (gradite ed interessanti) lettere aperte via email sugli scambi epistolari tra Lui e Capezzone e altri "dissidenti", pubblicasse una bella lettera aperta ad illustrare la posizione della RnP a fronte di questa situazione  per così dire... Speciale!

Gallina vecchia fa buon Prodi... galina de Padoa? ... Schiopa!

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Repubblicano da sempre, il mio profilo politico è quello di un laico, riformista, libertario e radicale. Per questo motivo le mie preferenze oscillano tra:

e

La mia coscienza sociale, civile e politica mi ha fatto optare per l'adesione ai seguenti "progetti", "movimenti" e "aggregatori di blog":

  






 







Un po' di outing:
Sono un uomo dell'Occidente: come Oriana, ne difendo le ragioni





 

Io sto con Israele e non metterò in dubbio le mie idee

 
lo potrei fare solo se:  
1. Il Premier israeliano sospenderà tutte le elezioni e pianificherà un decennio di governo che non potrà essere messo in discussione.
2. Il Premier israeliano sospenderà tutte le inchieste giudiziarie sulle sue attività fiscali e i membri della sua famiglia spenderanno a Parigi i milioni di dollari dati a Israele come aiuti umanitari.
3. Tutte le le televisioni e i giornali israeliani saranno censurati dal partito Likud.
4. Squadracce di assassini israeliani entreranno in Cisgiordania con la precisa intenzione di far saltare in aria donne e bambini arabi.
5. I bambini e adolescenti israeliani saranno addobbati con esplosivi sotto le camicie per andare a uccidere famiglie
palestinesi.
6. Le folle israeliane si precipiteranno in strada per immergere le mani nel sangue dei loro morti e poi marceranno invocando omicidi di massa di palestinesi.
7. I rabbini pronunceranno sermoni pubblici con cui ritraggono i palestinesi come figli delle scimmie e dei maiali.
8. I testi scolastici israeliani diranno che gli arabi fanno sacrifici umani e riti omicidi.
9. I principali politici israeliani, senza che nessuno li rimproveri, invocheranno la distruzione della Palestina e la fine della società araba in Cisgiordania.
10. I membri del partito Likud linceranno e uccideranno, come se fosse normale, e senza processo, i propri oppositori.
11. I fondamentalisti ebrei uccideranno le donne colpevoli di adulterio e resteranno impuniti perché sosterranno di aver salvaguardato l'onore della famiglia.
12. La televisione israeliana trasmetterà - accompagnati da musica patriottica ­ gli ultimi messaggi registrati di assassini suicidi che hanno massacrato dozzine di arabi.
13. I manifestanti ebrei faranno una parata per strada e vestiranno i loro bambini da assassini suicidi.
14. I newyorchesi pagheranno 25 mila dollari di taglia per ogni palestinese ucciso da un assassino israeliano.
15. I militanti israeliani uccideranno un ebreo per sbaglio e poi si scuseranno dicendo che pensavano fosse un arabo, al fine di tacitare la società israeliana.
16. Gli ebrei entreranno nei villaggi arabi di Israele per mitragliare donne e bambini.
17. Le figure pubbliche israeliane, come se fosse una cosa normale, minacceranno di colpire gli Stati Uniti con attacchi terroristici.
18. Bin Laden sarà un eroe popolare a Tel Aviv.
19. Gli assassini ebrei uccideranno diplomatici americani e la società ebraica darà loro ospitalità.
20. I cittadini israeliani celebreranno le notizie secondo cui tremila americani sono stati assassinati.
21. I cittadini israeliani esprimeranno sostegno per i tentativi dei supporter di Saddam di uccidere gli americani in Iraq.
22. Gli israeliani ameranno la morte e gli arabi vorranno bersi in pace un caffé da Starbucks.


Questo pensiero è di Victor Davi Hanson, gentilmente già tradotto da Camillo 
. Ringrazio entrambi. 



 Non posso non sostenere il Governo del Tibet in esilio
 

 

 

20 settembre 2006
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